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Home » Attualità » “Dopo la notte, la luce”: dall’esilio, la voce di Farah Diba, ultima moglie dello Scià, accende l’Iran in rivolta

“Dopo la notte, la luce”: dall’esilio, la voce di Farah Diba, ultima moglie dello Scià, accende l’Iran in rivolta

Farah Diba, l'ultima moglie dello Scià, invia un messaggio di speranza ai manifestanti in Iran: "Il Paese risorgerà dalle sue ceneri".
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino12 Gennaio 2026
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Farah Diba
Farah Diba (fonte: X)

Dall’esilio che dura ormai da quasi cinquant’anni, una voce carica di storia torna a farsi sentire per sostenere le rivolte che scuotono l’Iran. Farah Diba, l’ultima imperatrice del Paese, ha diffuso un videomessaggio diretto ai migliaia di giovani che sfidano il regime attuale. Con parole solenni, l’ex sovrana ha promesso che l’oscurità del presente lascerà il posto a un nuovo mattino, profetizzando una rinascita per la sua terra d’origine.

“Ogni notte buia si conclude con una luce splendente. La luce trionferà sull’oscurità e l’Iran risorgerà dalle sue ceneri. Che Dio vi protegga tutti“

Empress of Iran Farah Pahlavi:

“Every dark night ends in bright light. Light will triumph over darkness and Iran will rise from her ashes. May God protect all of you.” pic.twitter.com/IYh8PIviy4

— Oli London (@OliLondonTV) January 10, 2026

Farah Diba entrò nella storia giovanissima. Studentessa di architettura a Parigi, incontrò lo Scià Reza Pahlavi proprio in Francia. Il loro matrimonio, celebrato nel 1959, non fu solo un evento mondano ma una necessità politica: lo Scià aveva bisogno di un erede maschio per garantire il futuro della dinastia, obiettivo non raggiunto con le precedenti consorti. Farah divenne così il volto moderno e colto dell’Iran imperiale, fino a quando la Rivoluzione Islamica del 1979 non costrinse l’intera famiglia alla fuga. Da quel momento iniziò un lungo pellegrinaggio tra vari continenti, conclusosi con la morte dello Scià in Egitto e il definitivo trasferimento di Farah negli Stati Uniti.

Oggi, a quasi 88 anni, Farah Diba non è solo una figura del passato, ma rappresenta un simbolo per chi spera in un cambiamento politico radicale. Il suo sguardo è rivolto al figlio, Reza Jr, che molti oppositori indicano come possibile guida per un futuro governo di transizione. L’ex imperatrice, che ha vissuto il lusso estremo di Teheran e il dolore della perdita dei suoi figli più piccoli, divide oggi la sua vita tra Washington e Parigi, mantenendo un’eleganza che sfida il tempo e le sofferenze dell’esilio.

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