La riforma dell’esame di maturità è legge. La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il provvedimento che ridisegna il volto dell’esame di Stato, introducendo modifiche sostanziali che entreranno in vigore a partire dal 2026. Si tratta di una delle riforme più significative degli ultimi anni nel panorama scolastico italiano, destinata a cambiare radicalmente l’esperienza di migliaia di studenti.
La nuova maturità prevede due prove scritte, mantenendo la struttura che era stata già sperimentata negli anni precedenti. La prima prova continuerà a essere quella di italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, mentre la seconda sarà specifica per ciascun percorso scolastico. L’elemento di maggiore novità riguarda però la fase orale dell’esame.
Dal 2026, infatti, gli studenti dovranno affrontare l’esame orale su quattro materie, un cambiamento che rappresenta un significativo ampliamento rispetto alla formula attuale. Questa modifica mira a garantire una valutazione più completa e approfondita delle competenze acquisite durante il percorso scolastico, richiedendo una preparazione più articolata e trasversale.

Ma la riforma non si limita alla struttura dell’esame. Una delle novità più discusse riguarda il voto in condotta e le sue conseguenze sulla carriera scolastica degli studenti. Con la nuova normativa, chi riporta un 5 in condotta viene bocciato, indipendentemente dai risultati nelle altre materie. Si tratta di una misura che intende rafforzare l’importanza del comportamento e del rispetto delle regole all’interno dell’ambiente scolastico.
L’approvazione definitiva alla Camera rappresenta il punto di arrivo di un lungo iter legislativo che ha visto il coinvolgimento di diverse componenti del mondo scolastico. Il provvedimento era atteso da tempo e ora le scuole avranno alcuni anni per prepararsi alle novità, adeguando programmi e metodologie didattiche alle nuove esigenze.
Per gli studenti che affronteranno la maturità dal 2026 in poi, sarà fondamentale una preparazione più ampia e strutturata. Le quattro materie all’orale richiederanno una capacità di sintesi e di collegamento interdisciplinare più sviluppata, mentre l’attenzione alla condotta dovrà diventare parte integrante del percorso educativo fin dai primi anni delle superiori.



