Si è spenta stamattina Maria Franca Fissolo Ferrero, presidente onoraria della holding Ferrero International e presidente della Fondazione Ferrero. Aveva 87 anni, compiuti lo scorso 21 gennaio. La morte è avvenuta intorno alle 5.30 nella sua abitazione di località Altavilla, sulle prime colline di Alba, la città che non ha mai davvero lasciato nonostante i lunghi anni trascorsi tra Bruxelles e Monaco. Moglie del leggendario Michele Ferrero e madre dell’attuale leader del gruppo, Giovanni, Maria Franca non è stata solo la testimone della nascita di prodotti leggendari come la Nutella, ma la vera custode dei valori che hanno trasformato una piccola pasticceria di provincia in un colosso mondiale presente in oltre 170 Paesi.
La sua storia con la Ferrero non inizia per diritto di nascita, ma per merito professionale. Dopo aver studiato come interprete a Milano, fu assunta nel 1961 proprio nella fabbrica di Alba per gestire i rapporti internazionali. Lì incontrò Michele Ferrero: un incontro che lei stessa definì un vero “colpo di fulmine”. Sposatisi nel 1962, Maria Franca divenne la consigliera più fidata del marito, accompagnandolo nell’espansione globale dell’azienda senza mai cercare le luci della ribalta, preferendo un ruolo di supporto strategico e umano dietro le quinte.
Nonostante le classifiche internazionali la indicassero costantemente come la donna più ricca d’Italia, Maria Franca ha sempre vissuto all’insegna della riservatezza e della semplicità. Ha affrontato con dignità estrema i momenti più bui, come la scomparsa del primogenito Pietro nel 2011 e del marito Michele nel 2015. La sua figura pubblica era legata quasi esclusivamente al benessere della sua comunità, incarnando perfettamente il motto di famiglia: “Lavorare, creare, donare”.
Il suo impegno principale negli ultimi decenni è stato la guida della Fondazione Ferrero. Non si trattava di semplice beneficenza, ma di un progetto di welfare all’avanguardia che si prende cura degli ex dipendenti (i “Anziani Ferrero”) e promuove la cultura nel territorio delle Langhe. Sotto la sua presidenza, la Fondazione è diventata un modello di responsabilità sociale, dimostrando che un’impresa può avere successo solo se cresce insieme alle persone che ci lavorano.



