La Rai ha deciso di risolvere il contratto di Enrico Varriale per giusta causa, ponendo fine a un rapporto professionale che si trascinava da anni in una situazione di sospensione. La decisione formale arriva dopo che il 13 giugno scorso il giornalista sportivo è stato condannato a 10 mesi per stalking e lesioni dal giudice di Roma, una sentenza che ha segnato l’epilogo giudiziario di una vicenda iniziata nel 2022.
Varriale, ex vicedirettore di Rai Sport, era stato sospeso dalla tv pubblica nel 2022 dopo le accuse di atti persecutori nei confronti di una donna con cui aveva avuto una relazione. La condanna, arrivata quasi tre anni dopo, ha rappresentato un punto di svolta nella gestione del caso da parte dell’azienda pubblica.

Il giudice ha ritenuto fondate le accuse mosse dalla vittima e ha imposto a Varriale, oltre alla pena detentiva, anche l’obbligo di partecipare periodicamente a un percorso per uomini autori di violenza contro le donne. Si tratta di una misura che rientra nei programmi di recupero previsti per chi commette reati di questa natura, con l’obiettivo di prevenire la reiterazione di comportamenti violenti.
Durante il processo, la donna coinvolta ha raccontato episodi di violenza fisica e psicologica che hanno lasciato segni profondi. Tra gli atti contestati uno schiaffo che l’ha gettata a terra, oltre ad una detenzione forzata in una camera chiusa a chiave. Tutti episodi che l’hanno portata a soffrire di attacchi di panico.
Varriale ha sempre negato le accuse nel loro complesso, ad eccezione dello schiaffo, per il quale ha espresso pentimento. Tuttavia, il giudice ha ritenuto provati anche gli altri episodi contestati, sebbene la pena inflitta sia stata inferiore rispetto a quella richiesta dal pubblico ministero.
La risoluzione del contratto per giusta causa, ovvero licenziamento immediato senza preavviso né indennità sostitutiva, da parte della Rai, dunque, rappresenta l’ultimo atto di una vicenda che ha tenuto banco nel mondo del giornalismo sportivo italiano per anni. La tv pubblica, pur non collegando necessariamente in modo diretto la decisione alla condanna, ha scelto di chiudere definitivamente il rapporto professionale con il giornalista, una scelta che sottolinea l’importanza della tutela dei valori aziendali e del rispetto delle persone.
Un provvedimento simile è stato preso nei confronti di un altro giornalista che aveva picchiato un collega e si era presentato armato di coltello in redazione.



