Mercoledì 18 marzo, Nathan e Catherine Trevallion, noti come i genitori della “famiglia del bosco”, saranno ospiti a Palazzo Madama su invito del Presidente del Senato Ignazio La Russa. L’incontro avviene in una fase cruciale per la coppia, impegnata nel tentativo di riabbracciare i tre figli minori attualmente affidati a una struttura protetta. La decisione della seconda carica dello Stato ha riacceso il dibattito politico nazionale, intrecciandosi con l’imminente consultazione referendaria sulla giustizia.
La storia dei Trevallion è salita alla ribalta della cronaca per la scelta radicale della coppia di vivere a Palmoli, nel chietino, adottando uno stile di vita “neorurale” lontano dai comfort moderni. Tuttavia, lo scorso novembre, la situazione ha subito una brusca accelerazione giudiziaria: il Tribunale per i minorenni ha disposto l’allontanamento dei tre bambini, collocandoli in una comunità a Vasto e revocando la potestà genitoriale. La madre, Catherine, è stata successivamente inserita in una casa famiglia della zona, separata ulteriormente dal nucleo familiare.
Già nel dicembre scorso, il Presidente La Russa aveva manifestato pubblicamente la propria vicinanza ai genitori, auspicando una rapida risoluzione che permettesse ai bambini di tornare a casa per le festività. L’invito ufficiale di mercoledì rappresenta dunque il seguito di una posizione di solidarietà già tracciata in precedenza.

L’annuncio della visita a Palazzo Madama ha sollevato forti critiche da parte delle opposizioni. Il Partito Democratico, attraverso le parole del senatore Walter Verini, ha accusato la maggioranza di utilizzare un dramma familiare per fini elettorali, richiamando la prossimità del referendum sulla giustizia. Secondo Verini, la gestione di casi così delicati richiederebbe un confronto riservato tra esperti, magistrati e assistenti sociali, piuttosto che un’esposizione mediatica istituzionale.
Dall’altro lato, i sostenitori dell’iniziativa vedono nell’invito un atto di attenzione verso una situazione che molti ritengono eccessivamente penalizzata dall’intervento della magistratura minorile. Il caso è diventato un simbolo nel dibattito sulla necessità di riformare i meccanismi della giustizia in Italia, pur non essendo direttamente collegato ai quesiti del referendum.
Mentre la politica discute, il fronte legale si muove rapidamente. Gli avvocati della famiglia, Solinas e Femminella, hanno depositato il ricorso contro l’allontanamento della madre dalla casa famiglia. Un elemento chiave della difesa è rappresentato dalla relazione dei consulenti della Asl di Vasto, i quali, in controtendenza rispetto alle precedenti decisioni del Tribunale, avrebbero suggerito il ricongiungimento dei minori con entrambi i genitori.
A rendere il quadro ancora più dinamico è l’imminente pensionamento di Cecilia Angrisano, la presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che aveva firmato i provvedimenti restrittivi iniziali. Questo cambio al vertice dell’ufficio giudiziario potrebbe portare a una diversa valutazione complessiva del percorso di recupero della famiglia.
Il caso dei neorurali di Palmoli continua a spaccare il Paese. Da una parte si schiera chi invoca la protezione assoluta dei minori e il rispetto dei protocolli di assistenza sociale; dall’altra si posizionano coloro che difendono la libertà di scelta educativa e denunciano un eccessivo rigore delle istituzioni nei confronti di chi sceglie vite alternative. La visita di mercoledì al Senato aggiunge un tassello fondamentale a un mosaico complesso, dove il dolore di una famiglia e le dinamiche del potere statale si incontrano in uno dei luoghi più iconici della Repubblica.



