Paolo Zampolli, inviato speciale per le partnership globali del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha avanzato una richiesta formale al presidente della Fifa Gianni Infantino per sostituire l’Iran con l’Italia ai prossimi Mondiali di calcio che si svolgeranno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada a partire dall’11 giugno. La notizia, rivelata dal Financial Times, ha immediatamente acceso le speranze dei tifosi azzurri dopo la dolorosa eliminazione subita contro la Bosnia ai calci di rigore, anche se la questione è decisamente più complessa e sfaccettata e quasi sicuramente non si risolverà in maniera positiva.
“Vorrei dire agli italiani che farò tutto il possibile per poterli ricevere a braccia aperte ai Mondiali di calcio negli Stati Uniti“, ha dichiarato Zampolli al Corriere della Sera. L’imprenditore italo-americano, che da oltre 30 anni vive in America, noto alle cronache per aver presentato Melania a Donald Trump, ha confermato: “Ho suggerito a Trump e al presidente della Fifa, Gianni Infantino, che l’Italia sostituisca l’Iran ai Mondiali. Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli Azzurri in un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli mondiali, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro inclusione“.
La decisione di Zampolli è maturata durante il suo recente viaggio in Italia, dove a Roma ha incontrato diverse personalità politiche tra cui l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, suo buon conoscente, e soprattutto il ministro dello Sport Andrea Abodi. Zampolli è una delle figure più apprezzate dal Capo della Casa bianca che gli ha affidato il ruolo di diplomatico dello sport, facendogli cioè risolvere conflitti anche aspri proprio grazie allo sport. Il compito non è tra i più facili anche perché il capo della FIFA, Infantino, viene considerato un altro grande alleato di Trump, tanto da meritarsi l’appellativo di “King Gianni”.

Dunque, il problema non è tanto sostenere l’Italia in questa disputa sportiva dagli esiti incerti, quanto conquistare favori della nostra opinione pubblica in vista delle prossime elezioni di Midterm, in un momento storico particolarmente tumultuoso segnato dall’inasprimento dei rapporti tra Washington, la Chiesa e lo stesso governo italiano. Trump si presenta a queste elezioni in caduta libera nei sondaggi a causa dei problemi legati alla guerra all’Iran al fianco di Israele e alle dichiarazioni contro il Papa. Sul piano dei rapporti bilaterali, un eventuale successo significherebbe riallacciare i legami con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, raffreddatisi dopo l’avvio della guerra in Iran e il no italiano all’uso della base di Sigonella da parte degli aerei americani diretti in Medio Oriente.
L’Iran aveva annunciato a marzo che non avrebbe partecipato al torneo in seguito agli attacchi aerei statunitensi e israeliani, adducendo motivi di sicurezza per i propri atleti in viaggio verso gli Stati Uniti. La federazione calcistica iraniana aveva anche ipotizzato di spostare le partite in Canada o in Messico, idea però respinta dalla Fifa. Recentemente, la repubblica islamica ha rilasciato una dichiarazione affermando di essere pronta per il torneo e di voler partecipare.
Trump ha affermato che i calciatori iraniani sono “i benvenuti” negli Stati Uniti, pur aggiungendo che sarebbe inappropriato e potenzialmente pericoloso per loro partecipare. La Fifa avrebbe anche valutato l’idea di un super playoff intercontinentale a quattro squadre per individuare la nazionale destinata a sostituire eventualmente l’Iran. Secondo il regolamento 6.7, il Consiglio Fifa ha il potere di decidere autonomamente su queste situazioni straordinarie.
