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Home » Attualità » Ghislaine Maxwell rifiuta di rispondere alla deposizione su Epstein: “Parlo solo se mi liberate”

Ghislaine Maxwell rifiuta di rispondere alla deposizione su Epstein: “Parlo solo se mi liberate”

Maxwell si avvale del quinto emendamento davanti al Congresso e chiede la grazia presidenziale per rivelare tutti i nomi legati a Epstein.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino10 Febbraio 2026
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Ghislaine Maxwell nella sua deposizione
Ghislaine Maxwell nella sua deposizione (fonte: YouTube)

Lunedì 9 febbraio 2026 si è tenuta una delle udienze più attese degli ultimi anni negli Stati Uniti. Ghislaine Maxwell, la donna che sta scontando una condanna a 20 anni di carcere per aver aiutato il finanziere Jeffrey Epstein a organizzare il traffico sessuale di ragazze minorenni, avrebbe dovuto rispondere alle domande del Congresso americano. Ma non l’ha fatto.

Collegata in videochiamata dal carcere federale del Texas dove si trova, Maxwell ha ripetuto per oltre una dozzina di volte la stessa frase: “Invoco il mio diritto al silenzio garantito dal quinto emendamento”. Questa protezione, prevista dalla Costituzione americana, permette a chi rischia di autoincriminarsi di rifiutarsi di testimoniare. Nel video diffuso dalla Commissione di Controllo della Camera dei Rappresentanti, Maxwell appare seduta a un tavolo in divisa carceraria marrone, con una bottiglia d’acqua davanti, mentre declina sistematicamente ogni singola domanda.

Il silenzio di Maxwell, però, nasconde una strategia ben precisa. Il suo avvocato, David Oscar Markus, ha spiegato che la sua assistita è pronta a “parlare pienamente e onestamente” ma solo a una condizione: deve ottenere la grazia presidenziale da Donald Trump. In pratica, Maxwell chiede di essere liberata in cambio della sua testimonianza.

E per rendere la proposta più allettante, l’avvocato ha lanciato un’esca: secondo lui, Maxwell potrebbe scagionare sia l’attuale presidente Donald Trump che l’ex presidente Bill Clinton, entrambi apparsi negli ormai famosi “file Epstein” come conoscenti del finanziere. “Sia il presidente Trump che il presidente Clinton sono innocenti di qualsiasi illecito. La signora Maxwell è l’unica che può spiegare perché”, ha dichiarato Markus.

Per capire meglio la vicenda, occorre fare un passo indietro. Jeffrey Epstein era un ricchissimo finanziere americano che per anni ha abusato sessualmente di centinaia di ragazze, alcune giovanissime. Nel 2019 è morto in carcere per quello che le autorità hanno definito un suicidio, mentre attendeva il processo per traffico sessuale.

Maxwell era la sua compagna e, secondo la giustizia americana, anche la sua complice principale. Le testimonianze delle vittime la descrivono spesso come “peggio di Epstein”: sarebbe stata lei a reclutare molte delle ragazze, a convincerle con false promesse e a organizzare gli incontri. Nel 2021 è stata condannata a 20 anni di carcere.

Il presidente della commissione, il repubblicano James Comer, non ha nascosto la sua frustrazione: “È molto deludente. Avevamo molte domande da porre sui crimini che lei ed Epstein hanno commesso, oltre a domande su potenziali complici”.

L’indagine del Congresso, infatti, non punta solo a ricostruire i crimini già noti, ma soprattutto a scoprire chi altro sapeva o era coinvolto nella rete di Epstein. I parlamentari vogliono capire come sia stato possibile che un predatore sessuale abbia agito indisturbato per decenni, nonostante i suoi rapporti con politici, miliardari e personalità influenti.

Epstein e Maxwell
Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell (fonte: BBC)

Nonostante il fallimento con Maxwell, l’indagine prosegue. Nelle prossime settimane sono previste altre deposizioni importanti: Leslie Wexner, il miliardario della moda che fu il principale cliente finanziario di Epstein, testimonierà il 18 febbraio. L’ex Segretaria di Stato Hillary Clinton è attesa il 26 febbraio, mentre l’ex presidente Bill Clinton si presenterà il giorno seguente. Saranno interrogati anche il commercialista e l’avvocato di Epstein.

Parallelamente, il Dipartimento di Giustizia ha rilasciato oltre tre milioni di documenti interni legati al caso Epstein. Alcuni parlamentari, dopo averli esaminati in una sala riservata, hanno denunciato che diversi nomi sono stati cancellati dalle versioni pubbliche. Il deputato repubblicano Thomas Massie ha dichiarato di aver identificato sei persone “probabilmente incriminate” ma i cui nomi sono stati oscurati, tra cui “un individuo piuttosto in alto in un governo straniero” e “un noto amministratore delegato in pensione”.

Secondo la legge che ha imposto il rilascio dei documenti, i nomi possono essere censurati solo per proteggere le vittime, non per evitare imbarazzo politico o diplomatico. Eppure, come ha osservato il democratico Ro Khanna, “non c’è spiegazione” per alcune di queste censure.

Un altro aspetto controverso riguarda il trasferimento di Maxwell avvenuto lo scorso luglio. Dopo aver parlato con il vice procuratore generale Todd Blanche (che in passato è stato l’avvocato personale di Trump), Maxwell è stata spostata da un carcere di massima sicurezza in Florida a una struttura a sicurezza minima in Texas.

I democratici hanno sollevato dubbi: si è trattato di un trasferimento motivato da reali minacce alla sua sicurezza, come dichiarato ufficialmente, o di un trattamento di favore in cambio di qualcosa? Il fatto che Maxwell, durante quegli incontri con Blanche, avesse dichiarato che Trump e Clinton erano “innocenti” ha alimentato i sospetti.

La richiesta di clemenza di Maxwell ha suscitato reazioni bipartisan negative. Il democratico Suhas Subramanyam ha dichiarato senza mezzi termini che “Ghislaine Maxwell non dovrebbe avere alcuna speranza di uscire mai di prigione”. Anche dal fronte repubblicano sono arrivati messaggi durissimi: la deputata Anna Paulina Luna ha scritto sui social “Nessuna clemenza”.

La Casa Bianca, interpellata sulla questione, ha fatto riferimento a precedenti dichiarazioni di Trump che suggeriscono come l’ipotesi di una grazia non sia attualmente sul tavolo. Anche Comer ha sconsigliato pubblicamente al presidente di concedere qualsiasi forma di perdono a Maxwell.

Al momento, Maxwell rimane l’unica persona condannata per i crimini legati alla rete di Epstein. Il Dipartimento di Giustizia ha dichiarato che non sono previste nuove azioni penali, una posizione che ha suscitato rabbia tra le sopravvissute agli abusi e i loro sostenitori.

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