A pochi giorni dall’apertura del sipario al Teatro Ariston, il Festival di Sanremo 2026 finisce al centro di una notizia che non riguarda canzoni né cantanti: secondo diverse ricostruzioni giornalistiche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni starebbe valutando la possibilità di sedersi tra il pubblico dell’Ariston nella serata inaugurale del 24 febbraio.
Nessuna conferma ufficiale è arrivata da Palazzo Chigi. Tuttavia, il livello di attenzione attorno all’ipotesi è tutt’altro che superficiale: secondo quanto trapelato, Carlo Conti avrebbe già invitato la premier, in via riservat, e i contatti con l’organizzazione del Festival sarebbero già avviati. Al Teatro Ariston si starebbe persino lavorando al dispositivo di sicurezza, dettaglio che lascia intendere come la possibilità venga considerata concreta da più parti.
La decisione finale non dipende solo dalla volontà della premier. Il 24 febbraio coincide con il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, e Meloni starebbe valutando anche un eventuale viaggio a Kiev per portare sostegno al presidente Zelensky. Le due opzioni si escludono a vicenda, e la scelta verrebbe presa all’ultimo momento, in base all’andamento dei negoziati diplomatici in corso a Ginevra e al quadro internazionale delle prossime ore.

A pesare sulla bilancia, poi, c’è anche la volontà di evitare sovrapposizioni simboliche delicate. I cantanti in gara erano stati ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nei giorni scorsi, un incontro a cui la premier era assente, e una sua apparizione all’Ariston potrebbe essere letta, in qualche modo, come una risposta di immagine. Proprio per questo, secondo La Stampa, a Palazzo Chigi si valutano con attenzione “pro e contro” di ogni scenario.
Al di là delle contingenze internazionali, dietro l’ipotesi della presenza al Festival ci sarebbe anche una valutazione di carattere comunicativo. Sanremo rimane l’evento televisivo più seguito in Italia: nella prima serata della scorsa edizione si sono collegati oltre quindici milioni di spettatori. Una platea enorme, e molto diversa da quella che segue i tradizionali interventi istituzionali. Secondo le fonti citate dai giornali, l’obiettivo sarebbe intercettare un pubblico abituato più ai divani che alle piazze, in un momento particolarmente delicato: il referendum sulla separazione delle carriere è fissato per il 22 e 23 marzo, appena tre settimane dopo la finale del Festival.
Se la presenza dovesse concretizzarsi, si tratterebbe di un momento inedito nella storia del Festival della Canzone Italiana. Nessun presidente del Consiglio ha mai messo piede all’Ariston durante la kermesse. Neppure Silvio Berlusconi, pur avendo avuto un rapporto strettissimo con il mondo televisivo durante i suoi anni a Palazzo Chigi, partecipò mai di persona: nel 1995 intervenne in collegamento telefonico in una trasmissione legata al Festival, ma non si presentò fisicamente.
L’unico momento vagamente paragonabile risale al 2023, quando le telecamere inquadrarono il Capo dello Stato Sergio Mattarella seduto tra il pubblico, anche quello, all’epoca, considerato un fatto insolito e degno di nota.
Adesso si attende. La risposta definitiva arriverà quasi certamente all’ultimo minuto, forse solo nelle ore precedenti alla diretta di martedì sera. Fino ad allora, l’ipotesi resta nell’aria.



