Ignazio La Russa ha svolto un ruolo chiave nelle dimissioni di Daniela Santanchè dal ruolo di ministra per il Turismo, in virtù dell’amicizia trentennale che li lega (e che forse in queste ore è stata messa a dura prova). Il presidente del Senato avrebbe offerto a Santanchè la via d’uscita più accettabile dalla situazione, facendole sottolineare nell’ormai celebre lettera di dimissioni le differenze dal caso Delmastro. Il sottosegretario alla Giustizia, che avrebbe intrattenuto rapporti economici con il prestanome di un clan, è stato il primo a fare un passo indietro lunedì scorso. E, secondo quanto riporta Il Corriere della Sera, avrebbe chiesto con forza un allontanamento di Santanchè assieme al suo. Qui interviene La Russa che, rivolgendosi all’amica, le dice di dimettersi senza impuntarsi, distinguendo le due cose. E così è stato, ecco il passaggio nella sua nota:
“Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei essere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire «obbedisco» e a fare quello che mi chiedi“.

Il legame tra Ignazio La Russa e Daniela Santanchè affonda le radici nel 1995, in piena stagione di Tangentopoli e riorganizzazione della destra italiana. È lui, già parlamentare navigato, a introdurla nel mondo della politica milanese: Santanchè entra in scena come collaboratrice di La Russa in Alleanza Nazionale, poi diventa consulente dell’assessora milanese Serena Marazzin e nel 1999 consigliera provinciale di Milano, sempre in quota AN. Un apprendistato politico che porta la firma del suo mentore.
Nel 2001 arriva l’elezione alla Camera dei Deputati, e nei sei anni successivi, sempre all’ombra dell’amico, emerge sempre più il suo carattere forte e colorito. Il rapporto regge anche alle turbolenze interne: nel 2007 Gianfranco Fini la rimuove dalla guida del dipartimento Pari Opportunità di AN, e Santanchè esce dal partito per aderire a La Destra di Francesco Storace. La Russa rimane nel solco del centrodestra tradizionale, ma i legami personali non si spezzano.
I decenni successivi li vedono su traiettorie politiche diverse: La Russa fonda Fratelli d’Italia con Meloni e Crosetto nel 2012, mentre Santanchè compie un percorso più tortuoso attraverso Forza Italia prima di approdare a FdI nel 2017. Nonostante le distanze istituzionali, il filo del rapporto personale non si interrompe mai. Con la vittoria del centrodestra nel 2022, entrambi raggiungono le posizioni più alte delle rispettive carriere: La Russa diventa Presidente del Senato, Santanchè ministra del Turismo.
Quando le inchieste giudiziarie iniziano a stringersi attorno alla ministra, è proprio la parola “amicizia” a tornare con insistenza. “In politica è molto difficile avere amici, io ne ho molto pochi“, dichiara Santanchè. “Ma una cosa è certa: La Russa non mi abbandonerà mai. Con lui ho un rapporto umano, oltre la politica. Amici lo siamo, lo siamo stati, e lo saremo nei secoli. Come i carabinieri“. La Russa, dal canto suo, usa la propria moral suasion in modo discreto ma costante, cercando di convincerla a fare un passo indietro, pur senza mai esporsi pubblicamente oltre il necessario.
La crisi finale, scoppiata dopo che Meloni chiede pubblicamente le dimissioni della ministra, mette alla prova l’amicizia nel modo più duro. Santanchè non ha alcuna intenzione di mollare la presa. Troppo, anche per l’amico di sempre: La Russa rimane amareggiato dal suo atteggiamento e tra i due va in scena un confronto dai toni piuttosto accesi.
Alla fine, Santanchè cede. Nella lettera di dimissioni indirizzata a Meloni, il pensiero corre anche all’amico storico: “Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale, ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento“. La risposta di La Russa è immediata: “Rivolgo a Daniela Santanchè la mia vicinanza per il senso di responsabilità dimostrato, con il quale ha voluto eliminare ogni sorta di tensione nell’interesse di Fratelli d’Italia e di tutto il centrodestra“.



