C’è una storia che, partita da uno zoo giapponese, ha fatto il giro del mondo in poche settimane, e ora ha un capitolo nuovo, tanto inaspettato quanto commovente. IKEA Giappone ha deciso di rendere omaggio a Punch, il piccolo macaco dello zoo di Ichikawa City, donando all’animale un’intera collezione di pupazzi di peluche, tra cui numerose versioni dello stesso DJUNGELSKOG, il celebre pupazzo a forma di orango che Punch porta con sé ovunque, come se fosse il suo migliore amico.
Punch è nato nel luglio scorso allo zoo di Ichikawa, in Giappone. Pochissimi giorni dopo la nascita, la madre lo ha abbandonato: una situazione non rarissima nel mondo animale, ma che per un cucciolo di primate rappresenta una sfida enorme. I primati, infatti, trascorrono i primissimi mesi di vita letteralmente aggrappati al corpo materno, apprendendo i comportamenti sociali della specie, la gerarchia del gruppo, i segnali di comunicazione, le tecniche di toelettatura reciproca, proprio attraverso quel contatto continuo.
Privato di questa guida naturale, Punch è stato allevato a mano dai custodi dello zoo. Ma quando è arrivato il momento di introdurlo nel gruppo, il piccolo macaco si è trovato davanti a un mondo che non conosceva. Per aiutarlo a gestire l’ansia, i guardiani gli hanno offerto coperte e pupazzi morbidi. La scelta di Punch è caduta subito su un peluche IKEA raffigurante un orango: da quel momento, i due sono diventati inseparabili.
Le immagini condivise dallo zoo di Ichikawa sui social hanno catturato milioni di cuori in tutto il mondo: Punch che dorme stringendo il pupazzo, che lo usa come scudo durante le prime, titubanti interazioni con i macachi adulti, che lo porta con sé anche nei momenti di gioco. Il peluche è diventato la sua ancora emotiva.
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IKEA Giappone, venuta a conoscenza della storia, ha voluto rispondere con un gesto concreto: una visita allo zoo e la donazione di più di una dozzina di peluche, incluse diverse versioni dello stesso DJUNGELSKOG con cui Punch aveva instaurato il legame originale. I responsabili dello zoo hanno dichiarato di sperare che i nuovi pupazzi continuino a offrire conforto emotivo al piccolo macaco, soprattutto nelle fasi più delicate del suo inserimento nel gruppo.
Quello che Punch fa con il suo pupazzo non è semplicemente “carino”: è profondamente radicato nella biologia dei primati. Già negli anni Cinquanta, lo psicologo Harry Harlow dimostrò, con esperimenti condotti su macachi Rhesus, che i cuccioli privati della madre preferivano aggrapparsi a surrogati morbidi e caldi piuttosto che a strutture metalliche che offrivano cibo. Il messaggio era inequivocabile: il comfort emotivo conta quanto il nutrimento fisico.
In psicologia, oggetti come il peluche di Punch vengono definiti “oggetti transizionali”: elementi capaci di ridurre ansia e insicurezza nei momenti di stress o cambiamento. È lo stesso meccanismo che porta i bambini piccoli ad affezionarsi a coperte o peluche, e che ora si rivela presente anche in un giovane macaco cresciuto senza madre.
L’ultimo aggiornamento arrivato dallo zoo è forse il più incoraggiante: i video recenti mostrano Punch mentre inizia a creare un legame con un macaco adulto, che ha cominciato a curarne il pelo. La toelettatura reciproca, tra i primati, è molto più di un’igiene: è un atto di fiducia, un linguaggio sociale fondamentale. Significa che Punch sta imparando, a modo suo e con i suoi tempi. Il suo fedele orango di peluche è ancora lì. Ma adesso, accanto a lui, c’è anche qualcuno in carne e ossa.



