Il 9 settembre è stato pubblicato il testamento di Giorgio Armani. Questo non vuol dire che il suo contenuto sia stato rilevato, ma che è stato aperto dal notaio, Elena Terrenghi. Lo stilista scomparso lo scorso 4 settembre ha lasciato due testamenti in forma segreta, scritti di suo pugno e messi in busta sigillata. Il primo è del 15 marzo scorso e il secondo del 5 aprile successivo. Il fatto che siano due documenti distinti fa immaginare che il secondo sia il completamento del primo. Oppure che il primo venga in tutto o in parte modificato dal secondo. Come detto, al momento è assoluto il riserbo sul contenuto, ma le prime indiscrezioni suggeriscono una possibile centralità della Fondazione Armani nella futura governance della maison e del patrimonio.
Armani non aveva figli e quindi eredi diretti: lo stilista ha così potuto dividere il patrimonio senza tenere conto di quote di legittima. Tra suoi familiari, si contano la sorella Rosanna e i tre nipoti: Andrea Camerana e Silvana e Roberta Armani. C’è anche il compagno Leo Dell’Orco, manager che ha guidato il gruppo anche in questi anni.
Nel frattempo, Milano si prepara a rendere omaggio al celebre stilista con una grande mostra e le ultime sfilate disegnate direttamente da lui, in programma durante la settimana della moda, in programma dal 23 al 29 settembre.

La collezione Emporio Armani sarà presentata il 25 settembre al Teatro Armani di via Bergognone (lo stesso dove si è tenuta la camera ardente), mentre la linea Giorgio Armani sfilerà il 28 settembre a Palazzo Brera. A rendere l’omaggio ancora più significativo sarà l’apertura della mostra celebrativa per i 50 anni della maison, fissata per il 24 settembre alla Pinacoteca di Brera.
L’esposizione, ideata dallo stesso Armani, includerà circa 150 abiti selezionati dall’archivio della casa di moda. Inoltre, la famiglia dello stilista ha accettato l’iscrizione al famedio di Milano. La cerimonia si terrà, come da tradizione, il 2 novembre.



