Un caso di meningite meningococcica si è verificato nei scorsi giorni in provincia di Parma. Un adolescente residente nel comune di Sorbolo-Mezzani è ricoverato in gravi condizioni presso la terapia intensiva dell’ospedale Maggiore di Parma. Le autorità sanitarie hanno lanciato un appello urgente a chiunque abbia utilizzato specifiche linee di trasporto pubblico nella settimana dal 24 al 31 marzo.
Il giovane paziente, che si trova attualmente in Rianimazione, utilizzava quotidianamente i mezzi pubblici per i propri spostamenti. Questo dettaglio ha spinto l’Azienda Usl di Parma a estendere le misure preventive oltre i contatti stretti, rivolgendosi a tutti i passeggeri che potrebbero essere stati esposti al rischio di contagio.
Secondo quanto comunicato dall’Ausl, il ragazzo ha usufruito con frequenza quotidiana di un servizio di trasporto pubblico. L’invito alla profilassi riguarda in particolare coloro che nella settimana dal 24 al 31 marzo si trovavano sull’autobus da Sorbolo-Mezzani delle 7.05 diretto a San Secondo e sull’autobus che parte da San Secondo alle 14.05 per Sorbolo-Mezzani. Si tratta prevalentemente di studenti che utilizzano questi mezzi per raggiungere le scuole.
Il servizio di Igiene e sanità pubblica dell’Azienda Usl si è attivato immediatamente per individuare i contatti stretti dell’adolescente. Familiari, compagni di scuola e personale scolastico sono già stati sottoposti a profilassi antibiotica, la terapia preventiva che consente di ridurre drasticamente il rischio di sviluppare la malattia.
Le persone che hanno utilizzato le linee di autobus indicate sono invitate a presentarsi al servizio Igiene e sanità pubblica dell’Azienda Usl in via Vasari 13/A, a Parma, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, oppure domenica 5 aprile dalle 9 alle 12 per il ritiro della terapia. I minorenni devono essere accompagnati da un genitore o da un delegato, per il quale è sufficiente una dichiarazione scritta del genitore e il documento di identità sia del delegato che del delegante.
Come sottolineato dall’Ausl di Parma, il rischio di contrarre l’infezione è basso, ma quando si riscontra un caso è fondamentale procedere tempestivamente alla profilassi antibiotica dei contatti stretti. Questa categoria comprende i conviventi e le persone che hanno trascorso molto tempo in luoghi chiusi in compagnia del soggetto malato, proprio per evitare la diffusione della malattia nella comunità.

La malattia invasiva meningococcica è un’infezione grave causata dal batterio Neisseria meningitidis. Può manifestarsi principalmente come meningite, ovvero l’infezione dei tessuti che rivestono il cervello e il midollo spinale, o come sepsi, l’infezione del sangue. Entrambe le forme richiedono un trattamento ospedaliero immediato. In generale, la meningite meningococcica risulta letale nel 10-15% dei casi.
La trasmissione della malattia avviene attraverso goccioline di saliva, quindi mediante starnuti, tosse e contatti ravvicinati prolungati con persone infette. Tuttavia, non si tratta di una malattia altamente contagiosa. Molte persone sono portatrici sane del batterio senza sviluppare alcun sintomo, mentre altre manifestano disturbi lievi limitati alle prime vie respiratorie.
La profilassi batterica vanta un’efficacia straordinaria, compresa tra il novanta e il novantacinque per cento, a patto che venga somministrata entro le prime ventiquattro ore dal possibile contagio. Spesso i medici decidono di avviare la terapia antibiotica, nota come chemioprofilassi, in via precauzionale senza attendere i risultati definitivi dei test di laboratorio, proprio per non sprecare minuti preziosi che potrebbero fare la differenza tra la salute e la malattia grave.
Il meccanismo d’azione della chemioprofilassi non serve a curare una patologia già in atto, ma agisce come una barriera preventiva. Gli antibiotici prescritti hanno l’obiettivo specifico di abbattere la carica batterica presente nelle vie aeree del soggetto a rischio, impedendo fisicamente al microrganismo di migrare verso il sistema nervoso centrale. In aggiunta alla terapia farmacologica, in presenza di specifici sottotipi di meningococco come il gruppo A, C, W o Y, il protocollo può prevedere l’immunoprofilassi. Questa consiste nella somministrazione di un vaccino mirato che attiva la risposta immunitaria dell’individuo, indipendentemente dal suo precedente stato vaccinale, lavorando in sinergia con l’antibiotico per massimizzare la protezione.



