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Home » Attualità » Jingle Bells senza “Gesù” alla recita di Natale, scoppia il caso in una scuola toscana: “Censurate le tradizioni”. Ma la versione originale è laica

Jingle Bells senza “Gesù” alla recita di Natale, scoppia il caso in una scuola toscana: “Censurate le tradizioni”. Ma la versione originale è laica

Magliano, maestre modificano Jingle Bells eliminando Gesù dalla canzone di Natale. Polemiche tra genitori e istituzioni sulla laicità scolastica.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene1 Dicembre 2025
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Delle campanelle natalizie, le originali "jingle bells"
Delle campanelle natalizie, le originali "jingle bells" (fonte: Freepik)
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Una decisione presa per una recita di Natale ha scatenato una polemica che va ben oltre i confini di una piccola scuola toscana. All’istituto comprensivo Civinini, sezione distaccata di Magliano in Toscana, in provincia di Grosseto, le insegnanti di una classe quarta elementare hanno modificato il testo della canzone Din Don Dan, la versione italiana di Jingle Bells, eliminando ogni riferimento a Gesù Bambino.

La frase in italiano “aspettando quei doni che regala il buon Gesù” è stata sostituita con “aspettando quei doni che regala il buon Natal”. La motivazione fornita dalle maestre riguarda il rispetto della laicità dell’istituto e la sensibilità verso i bambini di altre religioni, in una società sempre più multietnica anche nei comuni di piccole dimensioni come Magliano.

Un dettaglio interessante emerge tra l’altro dall’analisi del brano: Gesù non compare nella versione originale inglese di Jingle Bells, che parla semplicemente di una slitta trainata da un cavallo e del vivace suono delle sue campanelle, e che originariamente era stata composta per il giorno del Ringraziamento. Il riferimento religioso era stato introdotto dalla traduzione italiana, abbastanza libera rispetto al testo originario.

Quando i bambini hanno raccontato a casa della modifica al testo della canzone, le chat dei genitori si sono immediatamente accese. Molti padri e madri si sono dichiarati perplessi o decisamente contrari alla scelta. Lisa Valenti, una delle mamme coinvolte, ha commentato: “Ci siamo chiesti se i nostri figli debbano davvero imparare una canzone censurata”. Tra le famiglie si è diffusa la sensazione di trovarsi di fronte a una vera e propria cancellazione identitaria.

Il dibattito si è rapidamente esteso oltre le mura scolastiche, arrivando fino alle istituzioni locali. Il sindaco di Magliano, Gabriele Fusini, a capo di una maggioranza di centrosinistra, ha preso una posizione netta pur dichiarando di non voler interferire sulla didattica: “Non è con la censura che si garantisce la laicità del Natale. Laicità non significa svuotare il Natale del suo significato culturale, laicità non è cancellare ma includere”. Il primo cittadino ha aggiunto che questa impostazione non tutela la pluralità ma la impoverisce, annunciando una risposta simbolica: “Non avevamo previsto un presepe pubblico, ora sì. Lo realizzeremo in un luogo ben visibile e con Gesù al centro”.

Una classe di bambini durante una lezione
Una classe di bambini durante una lezione (fonte: Freepik)

La vicenda ha attirato l’attenzione della politica nazionale. L’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, nota per battaglie simili in passato, ha definito grave la decisione della scuola, accusando l’istituto di trasformare il Natale in un “generico cartone animato con renne e pupazzi sotto la scusa della laicità”. Secondo Ceccardi si tratta di un “tentativo di espellere Gesù dal Natale” e ha sottolineato che “chi cancella il Natale cristiano crea smarrimento invece di favorire integrazione”.

La pensa allo stesso modo il deputato grossetano di Fratelli d’Italia Fabrizio Rossi, che ha parlato di episodio “inaccettabile” e di “abuso di autorità” della dirigente scolastica. Rossi ha anche criticato l’introduzione di eventi come la cosiddetta Festa d’inverno, sostenendo che questo approccio “priva i bambini della conoscenza delle proprie radici” e “cancella la storia e la cultura della nostra civiltà”.

La direzione e gli insegnanti della Civinini, istituto comprensivo che ha sede ad Albinia e raccoglie gli alunni delle materne e delle elementari del nord del comune di Orbetello oltre che di Magliano, per il momento mantengono ferma la loro posizione. La scelta non è aperta a modifiche e la versione che andrà in scena alla recita del 17 dicembre sarà quella che elimina i riferimenti religiosi, in quella che la scuola considera un’operazione di tutela della pluralità e della laicità dell’istituzione scolastica.

Il caso di Magliano si inserisce in un dibattito ricorrente che ogni anno, in prossimità delle festività natalizie, infiamma l’opinione pubblica italiana, specialmente quando coinvolge le scuole frequentate dai più piccoli. Al centro della discussione resta il difficile equilibrio tra il rispetto delle tradizioni culturali del Paese e l’esigenza di inclusione in una società sempre più multiculturale e multireligiosa.

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