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Home » Attualità » La Corte Costituzionale dice sì al riconoscimento dei figli di due mamme: cosa significa?

La Corte Costituzionale dice sì al riconoscimento dei figli di due mamme: cosa significa?

La Corte Costituzionale riconosce i figli di due mamme. Superato il vuoto normativo nelle coppie omogenitoriali.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino22 Maggio 2025Aggiornato:22 Maggio 2025
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Mamma e figlia
Mamma e figlia (fonte: Pexels)

Con una storica sentenza depositata nelle ultime ore la Corte Costituzionale ha stabilito che è legittimo riconoscere alla nascita, in modo immediato, il legame di filiazione tra un bambino e la madre intenzionale all’interno di una coppia omogenitoriale femminile. La decisione apre una nuova fase nel diritto di famiglia, accogliendo la necessità di tutelare il superiore interesse del minore e superando il precedente vuoto normativo.

La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 263 del Codice civile, laddove non consente il riconoscimento alla nascita della madre non biologica, quando il figlio sia nato da un progetto genitoriale condiviso e accettato. Viene così riconosciuto il ruolo della madre intenzionale, anche in assenza di legame genetico, come figura genitoriale a pieno titolo, come previsto dall’articolo 254 del Codice civile.

pupazzi lego colorati
pupazzi lego colorati (fonte: Unsplash)

La sentenza si inserisce nel solco della giurisprudenza costituzionale che tutela i diritti del minore. Il riconoscimento del doppio legame genitoriale avverrà senza necessità di adozione speciale o lunghe trafile giudiziarie. In questo modo, si garantisce al bambino stabilità giuridica e protezione affettiva sin dalla nascita. Solo qualche anno fa destò scalpore la sentenza di un tribunale di Padova che fece  rettificare il cognome e cancellare quello della seconda mamma sull’atto di nascita di una bambina figlia di due donne.

La decisione della Consulta si fonda sull’articolo 30 della Costituzione, che impone alla Repubblica il dovere di proteggere i diritti dei figli in ogni forma di famiglia, e richiama inoltre gli standard internazionali, come la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (1989), che privilegia la continuità affettiva e relazionale nella crescita del minore.

La pronuncia della Corte Costituzionale rappresenta un passaggio decisivo verso il riconoscimento dei diritti delle famiglie omogenitoriali. Rafforza il principio di uguaglianza e mette al centro la tutela del minore, ponendo l’Italia in linea con molti Paesi europei in materia di diritti civili e genitorialità.

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