“C’era una volta una gatta”, l’incipit di una delle canzoni più famose – se non la più famosa – di Gino Paoli, ossia La Gatta, è stata spesso considerato una metafora o una licenza poetica: invece Gino Paoli viveva davvero con una gatta, di nome Ciacola, nella sua soffitta di Boccadasse (il borgo marinaro di Genova), e in una notte qualunque gli salvò la vita.
All’inizio degli anni Sessanta, prima del successo, Paoli abitava in una stanza essenziale con vista sul mare. Con lui c’era Ciacola, la sua gatta. Un legame quotidiano e fisico: la bestia gli stava sempre accanto mentre dipingeva o scriveva, e lui stesso raccontava di portare sulla pelle una zona più chiara, lì dove l’animale si accoccolava ogni giorno.
Una notte la stufa a gas che usava per scaldarsi iniziò a perdere. Fu Ciacola a reagire per prima, cominciando a miagolare in modo insistente cercando di attirare l’attenzione del suo amico umano. Paoli la prese in braccio, non comprendendo cosa le stesse succedendo, e la posò a terra, e lì lei si accasciò. Lui la sollevò di nuovo, e lei si riprese; la rimise giù, e lei cedette ancora. Solo allora si abbassò mettendosi al suo livello e percepì l’odore, per poi precipitarsi ad aprire la finestra. Fine della storia, inizio della leggenda.
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La gatta è un brano autobiografico pubblicato nel 1960, che nei primi tre mesi vendette poco più di cento copie. Paoli stesso pensava che la sua carriera sarebbe finita lì; e invece, dopo tre mesi, la canzone era sulla bocca di tutti — persino un panettiere la fischiettava in bicicletta.
Il testo non inventa nulla: racconta la perdita di una semplicità che il successo ha portato via. “Ora non abito più là… ho una casa bellissima… ma io ripenso a una gatta.” Ciacola, con il tempo, scomparve come scompaiono le cose che appartengono a una stagione precisa della vita. Rimase la canzone — e il debito immenso che Paoli aveva nei suoi confronti.
Per sua volontà, le ceneri del cantautore saranno disperse nel mare di Boccadasse, lo stesso mare che si vedeva da quella soffitta, lo stesso che vide nascere una leggenda.



