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Home » Attualità » La scritta “Vendetta” sulla maglia, poi ferisce la prof davanti a tutti: cosa è successo davvero in classe

La scritta “Vendetta” sulla maglia, poi ferisce la prof davanti a tutti: cosa è successo davvero in classe

Un alunno di 13 anni ha accoltellato la professoressa di francese Chiara Mocchi all'istituto di Trescore Balneario: donna in codice rosso, operata d'urgenza.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino25 Marzo 2026Aggiornato:25 Marzo 2026
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ragazzo con felpa visto da dietro
ragazzo con felpa visto da dietro

Questa mattina, un ragazzo di tredici anni ha colpito più volte con un coltello la sua insegnante di francese nei corridoi dell’istituto comprensivo “Leonardo Da Vinci” di via Damiano Chiesa, a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. La docente, Chiara Mocchi, 57 anni, ferita alla gola e all’addome, è stata trasportata in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ed è attualmente fuori pericolo, come rivelato dal ministro dell’Istruzione Valditara.

Ma cos’è successo davvero? In una normale giornata di scuola, il tredicenne, frequentante la classe 3°A delle scuole medie, si è presentato indossando un pantalone mimetico e una maglietta con la scritta “Vendetta”, un dettaglio che, alla luce di quanto accaduto subito dopo, ha assunto un significato inquietante. Con sé aveva anche una pistola scacciacani, oltre al coltello.

L’aggressione è avvenuta in corridoio, all’ingresso dell’aula della 3°A. Solo tre studenti avrebbero assistito direttamente alla scena. Pochi attimi dopo, un insegnante e due collaboratori scolastici sono intervenuti e hanno immobilizzato il ragazzo, impedendo che la situazione degenerasse ulteriormente.

ragazzo che appoggia testa su muro
ragazzo che appoggia testa su muro (fonte: Unsplash)

L’allarme è scattato immediatamente. La centrale operativa dell’AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza) ha inviato sul posto in codice rosso un’ambulanza della Croce Rossa di Entratico e un’auto medica proveniente da Seriate. Vista la gravità delle ferite, si è reso necessario anche l’intervento dell’elisoccorso, decollato da Bergamo. La professoressa Mocchi è arrivata al Papa Giovanni XXIII in condizioni critiche e portata direttamente in sala operatoria.

Carabinieri della compagnia locale e agenti della polizia municipale sono intervenuti, transennando l’area per effettuare i rilievi del caso. Il tredicenne è stato fermato dalle forze dell’ordine. Le lezioni sono state sospese per l’intera giornata.

All’esterno dell’istituto, i genitori accorsi dopo la notizia divenuta virale in pochi minuti hanno descritto la professoressa Mocchi come un’insegnante modello, stimata e rispettata sia dagli alunni che dalle famiglie.

Le ragioni che hanno spinto il giovane a un gesto così violento restano, al momento, del tutto sconosciute. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e analizzando ogni elemento disponibile per ricostruire la dinamica completa dell’accaduto e capire se il gesto fosse premeditato o scaturito da una situazione improvvisa.

La notizia ha raggiunto rapidamente le istituzioni. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha definito l’episodio “di una gravità sconvolgente”, esprimendo vicinanza alla docente, ai familiari e all’intera comunità scolastica. Ha ribadito l’urgenza di approvare nuove norme per contrastare la diffusione di armi tra i giovani, annunciando che avrebbe sollevato la questione anche a Parigi, in occasione del lancio del Report GEM 2026 dell’UNESCO.

L’episodio di Trescore Balneario riaccende il dibattito su una misura già introdotta a livello normativo lo scorso gennaio, quando i ministri Giuseppe Valditara e Matteo Piantedosi avevano sottoscritto una circolare finalizzata al contrasto dell’utilizzo dei coltelli tra i giovani, prevedendo tra l’altro la possibilità di impiegare metal detector nelle scuole. Non si tratta, però, di un obbligo generalizzato: la misura potrà essere adottata su richiesta dei dirigenti scolastici, nell’ambito di interlocuzioni con prefetture e questure rese sistematiche. Controlli mirati potranno essere valutati per gli istituti che presentino profili di criticità, come episodi di violenza, spaccio o atti reiterati di bullismo.

Il provvedimento era già stato anticipato dall’omicidio del 18enne Abanoub Youssef, accoltellato nei corridoi di un istituto di La Spezia. La direttiva attribuisce un ruolo centrale ai Prefetti e ai Dirigenti scolastici per il raccordo delle iniziative di prevenzione: i Prefetti, d’intesa con i Dirigenti degli Uffici scolastici regionali, convocano apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alle quali possono essere chiamati anche referenti di strutture sanitarie e servizi sociali. Un approccio che punta sulla prevenzione coordinata, più che sulla sorveglianza generalizzata. Quanto accaduto a Trescore, tuttavia, dimostra che la strada da percorrere è ancora lunga.

Purtroppo, non si tratta del primo caso in Lombardia. Nel febbraio 2024, un diciassettenne aveva accoltellato la docente Sara Campiglio all’istituto ENAIP di Varese, ritenendola responsabile della propria bocciatura. Qualche mese dopo, nel maggio 2024, un sedicenne aveva colpito con un coltello da caccia la professoressa Elisabetta Condò all’istituto Alessandrini di Abbiategrasso, davanti ai compagni di classe.

 

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