Emanuele Cani, assessore regionale all’Industria della Sardegna, rivive ancora come un incubo quei pochi secondi del 12 novembre 2025 che hanno trasformato una giornata di lavoro ordinaria in un incidente finito su tutti i giornali nazionali. Una caduta sulla scalinata del ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Palazzo Piacentini a Roma, che ha distrutto un’opera d’arte di inestimabile valore storico e artistico.
Dal video dell’incidente si vede chiaramente la dinamica: Cani inciampa, probabilmente nel tappeto che copre i gradini, perde l’equilibrio e corre sbilanciato in avanti senza riuscire a fermarsi. L’impatto finale è violento: la testa dell’assessore sfonda una vetrata artistica, mandando il vetro in frantumi. Non una vetrata qualsiasi, ma un’opera del maestro futurista Mario Sironi del 1932, intitolata “Carta del lavoro”.
L’opera, installata all’epoca in cui il palazzo era sede del ministero fascista delle Corporazioni, raffigura con vetri colorati persone dedite a diversi mestieri e arti mentre sono al lavoro. Era stata restaurata nel 2014 e secondo la nipote di Sironi avrebbe subito “danni irreversibili”, con un valore stimato in milioni di euro. Il costo del restauro si aggirerebbe tra i 30 e i 40mila euro.
“È accaduto tutto in una manciata di secondi“, ha raccontato Cani in un’intervista rilasciata a La Repubblica due giorni dopo l’incidente. “Sono inciampato nel tappeto, ho perso l’equilibrio e la mia caduta è terminata sul davanzale. Mi sono accasciato lì, poi i carabinieri che erano presenti mi hanno soccorso“. L’assessore ha smentito le ipotesi di distrazione o fretta: stava semplicemente lasciando il palazzo dopo aver partecipato a un tavolo di lavoro sull’Expo 2025, conclusosi con un breve rinfresco.
Cani ha poi aggiunto: “Ho avuto paura di morire“, ha dichiarato Cani. “Il davanzale è a dieci metri di altezza, sotto c’è il vuoto. Tutti hanno visto i video, anche ironici, della caduta. Ma nessuno sa quello che ho pensato in quel momento: ho avuto paura. Per me e per la mia famiglia“.
Le conseguenze fisiche non sono state gravi ma nemmeno trascurabili: escoriazioni alle mani, contusioni alle gambe, dolori alla spalla e al braccio sinistro. I medici hanno già prescritto un ciclo di fisioterapia per il recupero completo. La reazione mediatica e del web è stata poco clemente: video virali, meme ironici e commenti talvolta crudeli hanno trasformato l’incidente in un caso nazionale.
“Il web sa essere crudele, tanti l’hanno presa a ridere ma io ho riso ben poco“, ha ammesso Cani. “”Lì per lì l’ho vissuto come un trauma, ero gelato. Poi, superato il momento, ho guardato al contesto, ai danni, ai costi per il restauro””. Il dispiacere maggiore riguarda proprio il danno all’opera d’arte: “”Sono molto dispiaciuto per l’opera e, se avessi potuto evitare di cadere proprio in quel punto, lo avrei fatto, è chiaro””.
L’assessore ha annunciato l’intenzione di contattare personalmente la nipote di Sironi per scusarsi privatamente, dopo le scuse pubbliche già rilasciate. Quanto al ritorno sul luogo dell’incidente, Cani ha confermato che parteciperà già lunedì a una nuova riunione al ministero, condizioni di salute permettendo, anche se ammette di avere “un ricordo traumatico” del palazzo.



