L’Europa si prepara ad affrontare una crisi energetica sempre più grave con un piano d’azione concreto. Dopo aver visto salire vertiginosamente i prezzi di petrolio e gas in seguito al blocco dello Stretto di Hormuz, l’Unione Europea sta mettendo a punto una serie di misure straordinarie per contenere l’impatto del conflitto in Medio Oriente sulle economie nazionali e sulle tasche dei cittadini.
Si tratta del piano Accelerate Eu, stilato dalla Commissione Europea, che dovrebbe essere presentato il 22 aprile: l’obiettivo di questo progetto è quello di offrire ai Paesi membri degli strumenti concreti per affrontare l’emergenza. Secondo le prime bozze circolate, Bruxelles raccomanda alcune misure che avranno un impatto diretto sulla vita quotidiana di milioni di europei.
Tra le proposte più rilevanti di Accelerate Eu figurerebbe innanzitutto l’obbligo di almeno un giorno di smart working a settimana per tutti i lavoratori. L’obiettivo di questa iniziativa è di ridurre gli spostamenti casa-lavoro e di conseguenza anche il consumo di carburante, i cui prezzi sono già saliti a livelli insostenibili per molte famiglie. Allo stesso tempo, la Commissione raccomanda anche degli sconti sui biglietti dei mezzi pubblici per incentivare l’uso dei trasporti collettivi e diminuire ulteriormente il numero di auto in circolazione.
Il pacchetto di misure include anche dei tagli al riscaldamento negli edifici pubblici e privati e l’emissione di voucher energetici che verranno destinati alle famiglie più vulnerabili, e saranno utilizzati per ammortizzare i prezzi crescenti delle bollette. Anche in questo caso lo scopo dichiarato è spingere verso una diminuzione volontaria dei consumi, concentrandosi in particolare sull’uso domestico dell’energia e sui trasporti.

Bruxelles si rivolge direttamente ai cittadini europei invitandoli a evitare sprechi energetici e a spostare i consumi fuori dalle ore di punta. Per le imprese l’indicazione è chiara: puntare sulla maggiore efficienza energetica. Alle amministrazioni pubbliche viene chiesto di dare l’esempio riducendo il più possibile i consumi e l’illuminazione negli edifici governativi.
Tuttavia, il piano sta già incontrando le prime resistenze. Nella giornata di ieri. 16 aprile 2026, la ministra del Lavoro spagnola Yolanda Diaz si è detta contraria all’obbligo dello smart working: in un’intervista ha infatti spiegato che non è favorevole a obbligare nessuno e che il criterio giusto dovrebbe essere la volontarietà. La ministra ha anche ricordato che Madrid dispone già di una legge sul telelavoro che offre alle imprese spagnole la possibilità di ricorrere al lavoro a distanza, ma sempre su base volontaria.
Il piano Accelerate Eu, che al momento è ancora in fase di bozza, non dovrà essere obbligatoriamente adottato dai Paesi membri dell’Unione, ma rappresenta una raccomandazione forte da parte della Commissione europea in un momento di grave instabilità economica. La crisi dello Stretto di Hormuz continua infatti a tenere sotto pressione i mercati energetici globali.
