Una forma di protesta già vista torna a colorare le stazioni di servizio americane, ma con un protagonista diverso. Gli adesivi con la scritta “L’ho fatto io” e l’indice puntato verso il prezzo del carburante, che dalla fine del 2021 mostravano il volto di Joe Biden, sono riapparsi sulle pompe di benzina degli Stati Uniti. Questa volta, però, a campeggiare sugli sticker è il presidente Donald Trump.
Il fenomeno si sta diffondendo rapidamente sia fisicamente, presso le stazioni di servizio di tutto il paese, sia virtualmente attraverso i social media. Video e immagini di persone che applicano questi adesivi hanno iniziato a circolare ampiamente online, riaccendendo un dibattito che sembrava appartenere al passato recente.
@illinoisstickerco My favorite way to be petty 💙 #trump #fdt #gas #iran #petty ♬ original sound – Muggy Griffin
Durante l’amministrazione Biden, questi sticker divennero particolarmente popolari in concomitanza con l’impennata del prezzo della benzina che raggiunse 4,59 dollari al gallone nel maggio 2022, più del doppio rispetto all’inizio del 2021. L’iniziativa, nata in California da un privato cittadino che iniziò a stampare gli adesivi, fu alimentata da imprenditori e comuni cittadini che acquistavano i kit su piattaforme come Amazon ed Etsy, trasformando una protesta locale in un fenomeno nazionale.
La campagna degli adesivi rappresentava un ibrido tra i tradizionali gadget politici e le moderne dinamiche dei meme offline, diffondendosi senza che il Partito Repubblicano dovesse rivendicarne ufficialmente la paternità e le eventuali responsabilità per vandalismo.
Oggi la storia si ripete con ruoli invertiti. L’ondata di nuovi adesivi con il volto di Trump coincide con un nuovo aumento dei prezzi del carburante legato alla guerra con l’Iran. Al momento della stesura di questo articolo, il prezzo medio nazionale della benzina negli Stati Uniti era di 3,956 dollari al gallone. Una settimana prima era a 3,842 dollari, e quella precedente ancora a 3,598 dollari.
In alcuni stati la situazione è ancora più critica: in Hawaii, California e Washington il prezzo ha superato i 5 dollari al gallone. Un aumento significativo se si considera che il 28 febbraio, giorno in cui Stati Uniti e Israele lanciarono attacchi contro l’Iran, il prezzo medio era di 2,984 dollari.
I video virali mostrano la protesta in atto. L’utente TikTok @theonlychavo ha condiviso un video di sé stesso mentre applica gli adesivi, mentre @illinoisstickerco, un’azienda che produce proprio questi sticker, ha pubblicato il 19 marzo un video che mostra qualcuno che zoom sul cartello con il prezzo del carburante prima di attaccare l’adesivo sulla pompa. Quel video ha totalizzato 1,3 milioni di visualizzazioni.
Il 15 marzo, l’autrice Amy Siskind ha condiviso su X il video di @theonlychavo con il commento “Questa è un’idea fantastica”, in un post visualizzato 3,7 milioni di volte. I commenti sotto questi video sono pieni di discussioni sul prezzo del petrolio e sulle differenze tra i vari stati americani.
@theonlychavo Trump did that #donald #trump #djt #maga #fdt #sticker #inflation #price #prices ♬ FDT – YG
Il giornalista Aaron Parnas ha commentato in un video su TikTok visualizzato oltre 450.000 volte che la situazione sembra destinata a continuare, con gli americani pronti a ricordare chi è responsabile dell’aumento dei prezzi della benzina in una guerra che non sembra destinata a concludersi presto.
L’influencer democratico Matthew Arein ha sottolineato come questi adesivi si stiano diffondendo in tutto il paese, dalla California all’Ohio, fino al Texas, definendo gli sticker “azzeccati”. Non mancano però le critiche: alcuni utenti sui social hanno contestato il “plagio” dell’iniziativa originale, con un utente su X che ha scritto “Non riescono proprio a fare niente di originale”, puntando il dito sui sostenitori democratici.
La Casa Bianca ha cercato di minimizzare la situazione. Il portavoce Taylor Rogers ha descritto l’aumento dei prezzi di petrolio e benzina come “interruzioni a breve termine”, mentre il portavoce Davis Ingle ha dichiarato a Newsweek che “ciò che conta di più per il popolo americano è avere un comandante in capo che agisce in modo decisivo per eliminare le minacce e tenerli al sicuro”.



