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Home » Attualità » Lilli Gruber-Matteo Salvini, match senza esclusione di colpi a Otto e mezzo: “Pensi ai treni, non alle case”

Lilli Gruber-Matteo Salvini, match senza esclusione di colpi a Otto e mezzo: “Pensi ai treni, non alle case”

Scontro acceso tra la giornalista Lilli Gruber e il ministro Matteo Salvini a Otto e mezzo sui ritardi dei treni e sulla guerra in Ucraina.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino6 Febbraio 2026
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Lilli Gruber e Matteo Salvini
Lilli Gruber e Matteo Salvini

Ieri sera è andata in scena una delle puntate più tese di Otto e mezzo, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber. Ospite in studio c’era Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, che si è trovato al centro di un confronto particolarmente acceso con la conduttrice. Insieme a loro, il giornalista Massimo Giannini.

La discussione è partita dalla guerra in Ucraina. Salvini ha espresso con forza la sua posizione: secondo lui, il presidente ucraino Zelensky si trova davanti a una scelta tra “una sconfitta e una disfatta” e bisogna fermare il conflitto. Il leader della Lega ha sostenuto che è arrivato il momento di smettere di inviare armi e denaro all’Ucraina. La Gruber ha contestato questa visione, facendo notare che la situazione sul campo è più complicata di quanto sembri.

Il ministro ha insistito affermando che l’Ucraina sta perdendo il conflitto e che si tratta di un dato oggettivo. La conduttrice ha ribattuto ricordando che anche la Russia sta pagando un prezzo altissimo dal punto di vista economico. Salvini però non ci sta: “Sono tre anni che ci dicono che la Russia è in ginocchio, ma il paese va avanti. Dovevamo piegarli con le sanzioni e invece siamo noi a soffrire”.

Il clima si è scaldato ulteriormente quando Gruber ha tirato in ballo Roberto Vannacci, l’ex generale ed ex alleato di Salvini che ha appena lasciato la Lega per creare un suo movimento politico. “Lei ha trovato uno più a destra e filorusso di lei, ed è Vannacci”, ha provocato la giornalista. La risposta del ministro è stata netta: “Io non sono filorusso, sono per la pace”.

A quel punto la conduttrice ha scherzato chiedendogli se preferisse tornare al ministero dell’Interno, ruolo che Salvini aveva ricoperto in passato. La replica del vicepremier ha innescato lo scontro più duro della serata: “No, sto benissimo a occuparmi di casa, perché stiamo per sistemare 60mila case popolari”. Immediata la reazione della Gruber: “Ma lei deve occuparsi di treni, ministro!”. Salvini ha precisato che il suo dicastero si occupa anche di edilizia popolare, non solo di trasporti.

Il ministro ha quindi tirato fuori alcuni fogli e grafici per difendere il suo operato sui treni. Mentre Gruber tentava di fermarlo (“Dopo, dopo”), lui ha mostrato davanti alla telecamera un cartello con i dati: “Guardate, questo è l’indice di puntualità dei treni nel 2024-2025. I regionali sono puntuali al 90%”.

Anche la conduttrice ha sventolato un foglio con statistiche di Trenitalia evidenziate in giallo: “Vada a spiegarlo agli italiani che viaggiano ogni giorno. Guardi che bei dati ho io”. Poi l’affondo: “Ha un’occasione straordinaria. Vuole chiedere scusa ai tanti cittadini che subiscono ritardi spaventosi? Sarebbe un gesto carino, perché quando succede il disastro lei si occupa d’altro”.

Salvini ha replicato con una raffica di numeri: ci sono 1.300 cantieri attivi sulla rete ferroviaria perché chi lo ha preceduto non li aveva avviati, circolano 10mila treni al giorno (il massimo storico), il numero di passeggeri è al massimo, e la puntualità è salita al 90%. “C’è il 10% di treni in ritardo? Sì, mi dispiace e me ne rammarico”, ha ammesso.

La giornalista ha insistito portando l’esperienza personale: “Tutti noi prendiamo i treni e tutti abbiamo ritardi, 9 volte e mezzo su 10”. Il ministro ha controbattuto: “Sarà sfortunata lei. Da un giornalista mi aspetto precisione, non impressioni. Mi faccia vedere i suoi dati. È il mio lavoro, penso di sapere di cosa parlo. La puntualità nel 2025 è al 90,1%. Mi smentisce?”.

Gruber ha precisato che si riferiva all’alta velocità. Salvini ha risposto con un numero: “76,6%”. Quando la conduttrice ha tentato di riportare il discorso su Vannacci, il ministro ha commentato: “Ma io stavo bene a parlare di treni”. La replica tagliente: “Meglio che vada via dai treni”.

Salvini ha ribadito che un milione e mezzo di persone usa il treno ogni giorno e ha ripetuto: “Lei sarà sfortunata, mi dispiace”. Anche Giannini ha confermato di subire ritardi. Allora il ministro ha chiuso con una battuta polemica: “Evidentemente i ritardi capitano solo a quelli di sinistra”. L’ironia finale del giornalista: “E allora è lei che li fa tardare apposta”.

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