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Home » Attualità » Marzabotto 81 anni dopo: Mattarella evoca i fantasmi della strage e lancia un grido sul presente

Marzabotto 81 anni dopo: Mattarella evoca i fantasmi della strage e lancia un grido sul presente

A 81 anni dalla strage di Marzabotto, il Presidente Mattarella richiama memoria, Costituzione e difesa dei diritti umani.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti29 Settembre 2025
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Mattarella a Marzabotto nel 2024
Mattarella a Marzabotto nel 2024 (fonte: Bologna Today)
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Sono passati ottantuno anni dalla strage di Marzabotto e di Monte Sole, uno dei più gravi eccidi di civili avvenuto in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. In quei giorni, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, infatti, i reparti nazisti della 16ª divisione granatieri corazzati SS Reichsführer hanno colpito con una ferocia inaudita le comunità dell’Appennino bolognese, lasciando dietro di sé centinaia di morti, interi paesi rasi al suolo e famiglie annientate.

Il presidente Sergio Mattarella
Il presidente Sergio Mattarella (fonte: AGI)

Un evento che, pur appartenendo al passato, sembra essere terribilmente attuale, visto l’attuale quadro bellico del mondo. Ed anche per questo il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto commemorare l’anniversario con parole dense di significato.

A Marzabotto e a Monte Sole, dove la ferocia nazista giunse al culmine della propria disumanità e dove la guerra divenne indiscriminato sterminio, sono piantate le radici della Repubblica. La Costituzione italiana, e lo stesso progetto di Europa, nacquero da quel sangue innocente per costruire una nuova civiltà di democrazia e di pace. Ricordare, dunque,  è un dovere. Ricordare è un seme di umanità che va coltivato, perché contiene i valori fondativi della nostra comunità. Ricordare è anche spinta all’impegno perché non accada mai più che le volontà di dominio cancellino i diritti umani, che le strategie di annientamento calpestino la vita e la sua irriducibile dignità.

Nella sua dichiarazione, inoltre, Mattarella ha ricordato come dal sacrificio di quelle vite sia nata l’Italia repubblicana e democratica richiamando anche il significato europeo della memoria:

La storia insegna. Della storia un popolo vuol essere costruttore. È questa l’essenza della libertà e dell’indipendenza. Che vanno difese sempre, con coerenza, senza opportunismi.

Parole che il Presidente della Repubblica ha rivolto soprattutto alle nuove generazioni che vivono quegli eventi come un mero fatto storico da studiare sul libri di Storia e non come una ferita inflitta ad un popolo e ad un paese. Ma cosa è accaduto effettivamente a Marzabotto in quei giorni del 1944? Tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre, in una vasta operazione di rappresaglia contro la resistenza partigiana, i tedeschi hanno ucciso sistematicamente la popolazione civile di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi. Le case sono state incendiate, le chiese profanate, i casolari svuotati e trasformati in teatri di massacri.

Il bilancio complessivo si aggira intorno alle 770 vittime, tra cui moltissimi bambini e anziani. A Caprara, poi, sono state sterminate 107 persone, mentre a Casaglia l’altare della chiesa è diventato il luogo simbolo dell’orrore: uomini, donne e piccoli sono stati falciati dalle mitragliatrici.

Per tutto questo, ad oggi, chi percorre i sentieri del Monte Sole o si raccoglie davanti all’altare di Casaglia, non rende soltanto omaggio alle vittime innocenti. Rinnova un patto civile che lega la memoria del passato ai valori del presente. È un impegno che Mattarella ha voluto ribadire con forza: Marzabotto non è soltanto una tragedia da ricordare, ma la radice stessa della nostra Repubblica.

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