La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, in programma questa sera allo stadio di San Siro, si preannuncia come un evento senza precedenti non solo dal punto di vista sportivo, ma anche diplomatico e istituzionale. Con 92 nazioni partecipanti, oltre ad alcuni atleti russi e bielorussi che competono come neutrali, lo stadio milanese si trasformerà in una vera e propria piazza pubblica globale, ospitando una cinquantina fra capi di Stato, capi di Governo e teste coronate.
Tra le presenze più attese figura il segretario generale dell’Onu António Guterres, che conferisce all’evento una dimensione ancora più significativa sul piano delle relazioni internazionali. San Siro non sarà solo il tradizionale palcoscenico sportivo, ma un vero e proprio crocevia di poteri globali, dove si intrecciano diplomazia, protocollo e celebrazione olimpica.
L’Italia sarà rappresentata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che occuperà il posto centrale in prima fila nella tribuna d’onore predisposta nell’anello rosso dello stadio. Prima della cerimonia, il capo di Stato firmerà il Murale della Tregua al Villaggio olimpico, dove, insieme alla figlia Laura, incontrerà gli atleti azzurri. Sarà proprio Mattarella a dichiarare ufficialmente aperti i Giochi di Milano-Cortina 2026. Presente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che insieme al presidente della Repubblica parteciperà alla cena che la presidente del Cio Kirsty Coventry offrirà alla Fabbrica del Vapore.
Accanto a Mattarella siederà proprio Kirsty Coventry, prima donna alla guida del Comitato Olimpico Internazionale, figura che darà ulteriore significato istituzionale alla cerimonia. La presenza della presidente del Cio sottolinea l’importanza storica di questi Giochi per il movimento olimpico mondiale.
Dal Regno Unito è attesa la principessa Anna, sorella di Re Carlo III, figura che di Olimpiadi se ne intende avendo gareggiato nel 1976 a Montreal e oggi a capo della British Olympic Association. A Milano sarà accompagnata dal marito Sir Timothy Laurence e dalla figlia Zara Tindall, medaglia d’argento ai Giochi di Londra del 2012. Si ipotizza anche la possibile presenza dei principi di Galles, William e Kate.
Gli Stati Uniti saranno rappresentati dal vicepresidente JD Vance, arrivato in mattinata accompagnato dalla moglie Usha, dal segretario di Stato Marco Rubio e tre agenti non operativi dell’ICE. Nella delegazione sono presenti anche l’ambasciatore Usa a Roma Tilman Fertitta e alcuni sportivi, tra cui le medaglie d’oro di hockey 2018 Jocelyne e Monique Lamoureux e la medaglia d’oro di pattinaggio 2010 Evan Lysacek.
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Tuttavia, proprio la presenza di Vance sta creando un caso diplomatico che riguarda la partecipazione del presidente francese Emmanuel Macron. L’Eliseo, in una nota, ha spiegato che il presidente non sarà presente per motivi di agenda. La sua assenza farà rumore, anche perché le prossime Olimpiadi, quelle del 2030, si svolgeranno sulle Alpi francesi. A quanto pare, Macron non sarebbe stato contento del protocollo che lo avrebbe visto seduto accanto al vicepresidente americano. Ricordiamo che la disposizione dei posti in tribuna d’onore segue l’ordine alfabetico e che gli ultimi due posti sono dedicati ai Paesi che ospiteranno le prossime due edizioni olimpiche invernali: Francia 2030 e Salt Lake City-Utah 2034.
Dall’Europa sono confermate le presenze di quattordici presidenti della Repubblica, provenienti da Germania, Albania, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bosnia, Slovenia, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Finlandia, Svizzera e Georgia. Attesi anche otto primi ministri da Serbia, Grecia, Austria, Paesi Bassi, Finlandia e le tre repubbliche baltiche. Tra questi figura il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente della Repubblica Federale tedesca Frank-Walter Steinmeier.
Le teste coronate europee saranno numerose: Re Carlo Gustavo XVI e la Regina Silvia di Svezia, il principe Alberto di Monaco insieme alla moglie Charlene e ai figli gemelli Jacques e Gabriella, il granduca di Lussemburgo Guglielmo V, Re Willem-Alexander dei Paesi Bassi con la figlia principessa Amalia, che visiteranno il Villaggio Olimpico e Casa Olanda in via Tortona seguendo in particolare le gare di pattinaggio. In rappresentanza del Belgio ci sarà la principessa Elisabetta, mentre dalla Norvegia sono attesi Re Harald e la Regina Sonjia, a cui si aggiungerà il 14 febbraio il principe ereditario Haakon.
Dalla Spagna è prevista la presenza di Re Felipe VI, della moglie Letizia e delle figlie Leonor e Sofia. A mettere in guardia la diplomazia spagnola è soprattutto l’incognita, ancora non sciolta, sulla presenza di Israele, viste le recenti parole del premier Pedro Sanchez sulla questione palestinese.
Dal resto del mondo sono confermate le presenze dell’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al-Thani, del principe giordano Faisal Bin Al Hussein, della consigliera di Stato cinese Shen Yiqina e della regina consorte di Thailandia Suthida Tidjai.
La tribuna d’onore di San Siro diventa così molto più di un semplice spazio riservato: rappresenta una cartina tornasole delle relazioni internazionali contemporanee, dove anche dettagli apparentemente secondari come la disposizione dei posti assumono valenza diplomatica. La cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali 2026 si configura come un evento globale che va oltre lo sport, trasformando lo stadio milanese in un palcoscenico dove si intrecciano storia, diplomazia e celebrazione dei valori olimpici.



