La Procura di Genova ha chiesto l’ergastolo per Anna Lucia Cecere, l’ex insegnante di 56 anni accusata dell’omicidio di Nada Cella, la segretaria uccisa il 6 maggio 1996 a Chiavari. La richiesta è arrivata al termine della requisitoria della pm Gabriella Dotto, che ha definito l’imputata come una donna che ha agito con lucida follia per commettere un delitto d’impeto.
Cecere è accusata di omicidio volontario aggravato da crudeltà, futili motivi e gelosia. Secondo l’accusa, la donna avrebbe ucciso la giovane vittima in un’esplosione di rabbia incontrollata, manifestando una personalità instabile e incapace di contenere gli impulsi violenti.
Nada Cella lavorava come segretaria nello studio del commercialista Marco Soracco, per il quale la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di reclusione per favoreggiamento personale. Secondo l’accusa, Soracco avrebbe coperto l’aggressore fin dal primo momento, nascondendo elementi fondamentali per le indagini e non rivelando mai ciò che sapeva sull’identità dell’assassina.
Durante la requisitoria, la pm Dotto ha sottolineato come l’indole instabile di Cecere si sposi perfettamente con le caratteristiche del delitto. Per quanto riguarda il commercialista, invece, la pm ha spiegato che Soracco ha avuto paura di Cecere, constatando la pericolosità di quella persona. Ha avuto consapevolezza che accusare quella donna avrebbe comportato conseguenze per lui stesso.
Il processo rappresenta un momento cruciale per fare luce su uno dei delitti irrisolti più dibattuti della cronaca ligure degli anni Novanta. La giovane Nada aveva solo 26 anni quando fu uccisa nel suo luogo di lavoro, un omicidio che per quasi tre decenni è rimasto senza un colpevole accertato.
Ora la parola passa alla difesa, che dovrà controbattere alle pesanti accuse mosse dalla Procura. Il verdetto finale dirà se, dopo 29 anni, la giustizia riuscirà a fare il suo corso in una vicenda che ha segnato profondamente la comunità di Chiavari e l’intera Liguria.



