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Home » Attualità » La guerra ai ‘nepo kids’: in Nepal esplode la rabbia popolare. Cosa sta succedendo? 

La guerra ai ‘nepo kids’: in Nepal esplode la rabbia popolare. Cosa sta succedendo? 

La rabbia dei giovani nepalesi contro i "nepo kids" ha contribuito alle dimissioni del primo ministro Oli, ma le violenze non si fermano.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino9 Settembre 2025
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Proteste in Nepal
Proteste in Nepal (Fonte: Corriere della Sera/ Ph.AP Photo/Niranjan Shrestha)

Il primo ministro del Nepal, K.P. Sharma Oli e il presidente Ram Chandra Paudel si sono dimessi in seguito a crescenti proteste di piazza, nel tentativo di risolvere la crisi. Ma qual è la vera ragione dietro questa ondata di malcontento che ha gettato l’intera nazione nel caos? La risposta, in parte, risiede in un termine che sta diventando sempre più familiare: “nepo kids”. “Nepo kids” è un termine dispregiativo usato per indicare i figli di personaggi famosi o influenti che beneficiano del nepotismo, ottenendo posizioni di potere o privilegi grazie alle connessioni familiari, piuttosto che al merito. Questo fenomeno, diffuso in molti settori, ha scatenato la rabbia di molti giovani nepalesi, che si sentono privati di opportunità e vedono il loro futuro compromesso da un sistema che premia il privilegio a discapito del talento e del duro lavoro.

Manifestanti in Nepal
Manifestanti in Nepal (fonte: Corriere della Sera)

L’hanno già ribattezzata “rivoluzione della Generazione Z”, ma non viene vista con favore. La repressione della polizia ha causato almeno 22 morti e oltre 400 feriti, con l’imposizione del coprifuoco nelle città. I manifestanti hanno preso di mira le abitazioni di leader politici, incendiando edifici come il Parlamento e il palazzo Singha Durbar. La situazione rimane tesa, con atti di vandalismo e violenze in aumento.

Nonostante le dimissioni dei vertici, le proteste continuano con attacchi a edifici governativi, tra cui la Corte Suprema e la sede del Kantipur Post. I manifestanti hanno liberato Rabi Lamichhane, leader del Partito nazionale indipendente, dal carcere di Nakkhu. L’aeroporto di Kathmandu è chiuso per sicurezza, mentre India, Ue e Francia chiedono moderazione e indagini indipendenti sulle violenze. Le autorità nepalesi esortano alla calma, ma la situazione resta instabile, con il patrimonio storico e culturale a rischio.

Il Nepal è situato tra l’India, che lo abbraccia a sud, est e ovest, e la Cina, con la Regione Autonoma del Tibet a nord. Privo di sbocco sul mare, questo paese di circa 147.181 km² si estende tra le maestose cime dell’Himalaya, custodendo meraviglie come l’Everest.

 

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