Il primo ministro del Nepal, K.P. Sharma Oli e il presidente Ram Chandra Paudel si sono dimessi in seguito a crescenti proteste di piazza, nel tentativo di risolvere la crisi. Ma qual è la vera ragione dietro questa ondata di malcontento che ha gettato l’intera nazione nel caos? La risposta, in parte, risiede in un termine che sta diventando sempre più familiare: “nepo kids”. “Nepo kids” è un termine dispregiativo usato per indicare i figli di personaggi famosi o influenti che beneficiano del nepotismo, ottenendo posizioni di potere o privilegi grazie alle connessioni familiari, piuttosto che al merito. Questo fenomeno, diffuso in molti settori, ha scatenato la rabbia di molti giovani nepalesi, che si sentono privati di opportunità e vedono il loro futuro compromesso da un sistema che premia il privilegio a discapito del talento e del duro lavoro.

L’hanno già ribattezzata “rivoluzione della Generazione Z”, ma non viene vista con favore. La repressione della polizia ha causato almeno 22 morti e oltre 400 feriti, con l’imposizione del coprifuoco nelle città. I manifestanti hanno preso di mira le abitazioni di leader politici, incendiando edifici come il Parlamento e il palazzo Singha Durbar. La situazione rimane tesa, con atti di vandalismo e violenze in aumento.
Nonostante le dimissioni dei vertici, le proteste continuano con attacchi a edifici governativi, tra cui la Corte Suprema e la sede del Kantipur Post. I manifestanti hanno liberato Rabi Lamichhane, leader del Partito nazionale indipendente, dal carcere di Nakkhu. L’aeroporto di Kathmandu è chiuso per sicurezza, mentre India, Ue e Francia chiedono moderazione e indagini indipendenti sulle violenze. Le autorità nepalesi esortano alla calma, ma la situazione resta instabile, con il patrimonio storico e culturale a rischio.
Il Nepal è situato tra l’India, che lo abbraccia a sud, est e ovest, e la Cina, con la Regione Autonoma del Tibet a nord. Privo di sbocco sul mare, questo paese di circa 147.181 km² si estende tra le maestose cime dell’Himalaya, custodendo meraviglie come l’Everest.



