Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Attualità » Nicolas Sarkozy scarcerato, la Corte d’Appello gli concede la libertà vigilata con braccialetto elettronico

Nicolas Sarkozy scarcerato, la Corte d’Appello gli concede la libertà vigilata con braccialetto elettronico

Sarkozy scarcerato dopo 20 giorni nel carcere della Santé. La Corte d'Appello di Parigi concede libertà vigilata con braccialetto elettronico.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino10 Novembre 2025Aggiornato:10 Novembre 2025
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
Sarkozy prina di entrare in carcere
Sarkozy prina di entrare in carcere (fonte: YouTube)

La Corte d’Appello di Parigi ha accolto la richiesta di scarcerazione di Nicolas Sarkozy. L’ex presidente francese, rinchiuso nel penitenziario della Santé dal 21 ottobre scorso, è stato rilasciato in libertà vigilata dopo venti giorni di detenzione. La decisione arriva in seguito all’udienza iniziata intorno alle 10, durante la quale Sarkozy ha partecipato in videoconferenza dalla prigione insieme al suo avvocato Jean-Michel Darrois.

La procura generale aveva chiesto la scarcerazione condizionata a uno stretto controllo giudiziario e al divieto di avere contatti con gli altri imputati e testimoni del dossier libico. Gli stessi criteri erano stati applicati all’ex banchiere Wahib Nacer, 80 anni, anche lui coinvolto nel caso dei finanziamenti libici e scarcerato lo scorso 28 ottobre. I giudici hanno stabilito l’obbligo di dimora e un braccialetto elettronico per l’ex capo di Stato, mentre è stata respinta la domanda di Alexandre Djouhri, 66 anni, condannato a sei anni di reclusione e tre milioni di euro di multa per un rischio di fuga più elevato.

Sarkozy era stato incarcerato per un provvedimento di esecuzione provvisoria della condanna a cinque anni, perché ritenuto colpevole di aver cercato di ottenere finanziamenti dalla Libia di Muammar Gheddafi per la campagna elettorale che lo ha portato all’elezione nel 2007. Durante l’udienza, l’ex presidente ha ribadito con fermezza la propria innocenza: “Voglio che ci si convinca di una cosa: non ho mai avuto l’idea folle di chiedere al signor Gheddafi qualsiasi finanziamento. Mai riconoscerò qualcosa che non ho commesso“.

In aula erano presenti la moglie Carla Bruni, in abito nero e dal volto teso, e il figlio Jean, seduti in prima fila insieme all’avvocato difensore Jean-Michel Darrois. L’ex presidente ha descritto l’esperienza carceraria come “molto dura e logorante“, aggiungendo: “Non avrei potuto immaginare di raggiungere i 70 anni per conoscere il carcere. Questa prova mi è stata imposta: l’ho vissuta. È dura, molto dura. Lascia il segno su ogni prigioniero perché è estenuante“.

Nonostante l’enorme solidarietà ricevuta, con circa 100 lettere al giorno dal primo giorno di incarcerazione, la permanenza nel carcere della Santé è stata particolarmente difficile per Sarkozy. Gli avvocati dell’ex presidente hanno spiegato che la detenzione rappresentava “una minaccia per Sarkozy, costretto all’isolamento e alla scorta di polizia”. Secondo il settimanale Paris Match, la dieta di Sarkozy si sarebbe ridotta a yogurt e scatolette di tonno, a causa della poca fiducia accordata dall’ex presidente agli altri detenuti e alle scarse doti culinarie del diretto interessato.

Il procuratore ha comunque ribadito l’estrema gravità dei fatti di cui è accusato Sarkozy, elencando la sua fedina penale: una condanna definitiva a tre anni di reclusione nel caso della corruzione del giudice Gilbert Azibert, noto come il caso Paul Bismuth, e una condanna a un anno di cui sei mesi di carcere per il caso Bygmalion, un sistema di finte fatture messo in piedi durante la campagna elettorale del 2012.

Tuttavia, il codice penale francese prevede la detenzione obbligatoria in carcere solamente se necessaria e inevitabile per proteggere le prove o impedire pressioni e trattative segrete, oltre che l’eventuale fuga degli imputati.

Sarkozy ha concluso il suo intervento ringraziando il personale della polizia penitenziaria che si è dimostrato di “un’umanità straordinaria e che ha reso sopportabile questo incubo“.

In attesa del processo di secondo grado, previsto in primavera del 2026, Nicolas Sarkozy tornerà in tribunale, questa volta in Cassazione, il 26 novembre per la sentenza definitiva nel caso Bygmalion. Fino al verdetto di secondo grado, atteso a marzo 2026, l’ex presidente della Repubblica diventa presunto innocente, pur dovendo rispettare le rigide condizioni imposte dalla Corte d’Appello.

 

In primo piano
Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

grafica che rappresenta voto

Referendum giustizia 2026, vince il No: schiaffo al Governo o difesa della Costituzione?

23 Marzo 2026
Giorgia Meloni

Referendum Giustizia, Meloni rompe il silenzio su Instagram: “Il popolo ha deciso, ma andiamo avanti”

23 Marzo 2026

Referendum costituzionale sulla giustizia 2026: come hanno votato gli italiani all’estero: saranno decisivi?

23 Marzo 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.