La storia di Paolo Mendico, il quattordicenne che si è tolto la vita a causa del bullismo, ha scosso profondamente l’opinione pubblica. Era soprannominato “Paoletta” e anche “Nino D’Angelo” per il suo caschetto di capelli biondi così simili quelli del cantante partenopeo che dal suo profilo Instagram ha voluto esprimere un pensiero su questa tragedia.
“Come si fa a trovare una ragione a questa cosa?” si chiede l’artista, esprimendo la sua impotenza di fronte alla tragedia. D’Angelo si interroga sulla solitudine che deve aver avvolto Paolo, spingendolo a un gesto così estremo. “Dov’eravamo noi, tutti noi che oramai sappiamo sempre poco dei nostri figli?”. Poi, l’affondo più forte: “Perdonaci se non abbiamo saputo aiutarti. Scusami se ti hanno dato il mio nome”.
“Come si fa, come si fa a trovare una ragione, una spiegazione a questa cosa… Io mi sento piccolo piccolo e non so trovarla. Qual è potuta essere la solitudine che ha confuso i pensieri di questo ragazzino di nome Paolo, fino a portarlo a fare un gesto simile. Dov’eravamo noi, tutti noi che oramai sappiamo sempre poco dei nostri figli, dov’eravamo e dov’erano le parole che avrebbero dovuto far capire agli amici di Paolo che certe cose non si possono dire, fanno troppo male, ma così male che possono uccidere un ragazzino della loro stessa età…Perdonaci Paolo se non abbiamo saputo aiutarti e scusami se ti hanno dato il mio nome“.
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Questo episodio riporta alla luce la storia personale di D’Angelo, segnata da pregiudizi e discriminazioni. L’artista ha sempre raccontato la fatica di crescere e di affermarsi, non solo come cantante, ma anche come padre.
Una storia, quella del popolare cantante, a cui è dedicato 18 giorni, il documentario che il figlio Toni, gli ha dedicato, presentato con successo all’ultimo Festival di Venezia. Toni ha ha parlato delle difficoltà del loro rapporto e di come una figura ingombrante come quella del padre lo abbia portato a chiudersi in sé stesso e ad affrontare attacchi di panico a 18 anni. Poi, padre e figlio hanno saputo riconoscersi nel dolore reciproco. Ragione per cui il post di D’Angelo assume un valore ancora più forte.



