Una pasticceria di Matera, la “Note di Gusto”, è finita al centro di una dura polemica nazionale dopo aver realizzato e pubblicato su Instagram la foto di una torta decorata con una svastica e il simbolo delle SS. Il dolce, commissionato per il diciannovesimo compleanno di un ragazzo di nome Antonio, presentava i vessilli del regime hitleriano su uno sfondo rosso e bianco, scatenando l’immediata indignazione degli utenti del web. Il titolare dell’attività si è scusato pubblicamente, parlando di un errore dettato dalla leggerezza e dalla mancata comprensione del significato politico dei simboli richiesti dal cliente.
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La vicenda ha avuto inizio con la condivisione, apparentemente di routine, della fotografia dell’ultima creazione dolciaria sui canali social dell’attività lucana. L’immagine mostrava una torta circolare con la scritta “Auguri Antonio – 19”, sormontata in modo inequivocabile dalla simbologia paramilitare nazista. La reazione del pubblico è stata istantanea: nel giro di pochi minuti, il post è stato sommerso da commenti di disapprovazione, critiche feroci e richieste di spiegazioni.
Molti utenti hanno sottolineato l’incompatibilità tra un’attività commerciale e la riproduzione di icone che richiamano uno dei periodi più bui della storia contemporanea. La rapidità con cui lo scatto è diventato virale ha trasformato quello che doveva essere un semplice post promozionale in un caso etico di rilevanza nazionale, costringendo i proprietari a intervenire drasticamente per arginare il danno d’immagine.
Inizialmente, il titolare ha tentato di difendere l’operato della pasticceria rispondendo ai commenti e spiegando che la decorazione era stata eseguita su esplicita richiesta di un genitore. Secondo quanto dichiarato, il padre del festeggiato intendeva fare uno “scherzo” al figlio per il suo diciannovesimo compleanno. Questa spiegazione, tuttavia, non ha placato le polemiche, poiché la maggior parte degli osservatori ha ritenuto inaccettabile che dei professionisti accettassero di riprodurre tali simboli, indipendentemente dall’intento goliardico del committente.
Rendendosi conto della gravità della situazione, il titolare Alessandro Cirimelli ha rimosso il contenuto incriminato per evitare ulteriori tensioni. Ha spiegato di aver agito per “non creare altri casini”, ammettendo implicitamente la sottovalutazione dell’impatto che quei segni grafici avrebbero avuto sulla sensibilità collettiva.
Colpito dalla risonanza mediatica e dalle possibili ripercussioni legali e commerciali, Cirimelli ha affidato una nota ufficiale all’agenzia ANSA per scusarsi con la cittadinanza e con chiunque si fosse sentito offeso. Nella dichiarazione, il pasticciere ha ammesso una profonda ingenuità, sostenendo di essersi concentrato esclusivamente sulla “parte artistica” del lavoro richiesto, senza riflettere sul messaggio ideologico sottostante.
“È stato un post fatto con leggerezza e velocità“, ha dichiarato Cirimelli, prendendo formalmente le distanze dai contenuti nazisti. Ha inoltre aggiunto una precisazione che ha sollevato ulteriori dubbi tra l’opinione pubblica, sostenendo che all’interno del laboratorio “non sapevamo cosa fosse” quel simbolo. Le scuse finali sono state formulate per ribadire che la pasticceria non condivide in alcun modo le ideologie legate alla svastica e che l’episodio è frutto di una svista professionale e culturale.



