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Home » Attualità » Milano sott’acqua per il maltempo, il Seveso esonda ancora: ecco perché

Milano sott’acqua per il maltempo, il Seveso esonda ancora: ecco perché

Il Seveso esonda ancora a Milano, ecco le cause delle frequenti alluvioni e il piano anti-esondazioni con le vasche di laminazione (che oggi non hanno retto).
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino22 Settembre 2025
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Un'immagine del Seveso inondato
Un'immagine del Seveso inondato (fonte: Milano Today)

Il Seveso, un torrente che attraversa la Brianza e sfocia nel Naviglio Martesana a Milano, è tristemente noto per le sue frequenti esondazioni, in particolare nella zona nord della città. Ultima, in ordine di tempo, quella che sta creando terribili disagi in queste ore. Ma perché questo corso d’acqua, tombato nel secolo scorso, ovvero convogliato in un tubo di cemento interrato, continua ad allagare Milano? E cosa si sta facendo per risolvere questo problema che affligge i cittadini da decenni?

Il Seveso nasce in provincia di Como e percorre circa 227 chilometri quadrati, di cui 100 di aree urbane, prima di raggiungere il capoluogo lombardo. Il problema principale risiede proprio nel suo tratto finale, interrato all’altezza del Parco Nord, a Bresso. Quando le piogge intense saturano il sistema fognario, il Seveso, impossibilitato a defluire correttamente nel sottosuolo, rigurgita in superficie, allagando strade e causando disagi.

Diverse le criticità che contribuiscono a questo fenomeno. La presenza di numerosi ponti, attraversamenti e restringimenti lungo il suo corso crea rigurgiti anche in caso di piene non eccezionali. L’urbanizzazione e la tombatura del tratto finale impediscono l’adeguamento dell’alveo alle portate crescenti. Inoltre, il Seveso funge da punto di recapito delle reti di deflusso urbano, aggravando ulteriormente la situazione.

Sebbene il Canale Scolmatore di Nord Ovest (CSNO) derivi parte delle acque di piena del Seveso verso il Deviatore Olona e, in casi estremi, verso il Ticino, la quantità d’acqua che raggiunge Milano rimane problematica. Le “strozzature” del tratto tombato amplificano gli effetti delle piene, causando le esondazioni che mettono in ginocchio la zona nord di Milano. Dal 1975 ad oggi, si contano oltre 118 piene, con una media di 2,5 all’anno, a testimoniare la gravità e la frequenza del problema.

Per fermarlo sono state costruite delle vasche di laminazione che, in teoria, dovrebbero raccogliere le acque durante l’esondazione.  Tuttavia, neanche questa è riuscita stamattina ad arginare il Seveso.

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