Quando il presidente russo Vladimir Putin fa viaggi ufficiali all’estero, accade qualcosa di molto insolito: una delle sue guardie del corpo ha il compito specifico di raccogliere tutti i suoi rifiuti biologici (incluse le feci) in contenitori speciali sterilizzati. Questo è successo anche durante un recente incontro con Donald Trump in Alaska per discutere della guerra in Ucraina. La questione non è nuova visto che anni fa alcune testate, come il The Express Us, e i giornalisti investigativi Regis Gente e Mikhail Rubin, hanno raccontato questa pratica molto particolare. Perché, però, il leader russo, 72enne, si sottopone a questo rituale? La risposta più gettonata è per evitare di lasciare tracce biologiche in paesi potenzialmente ostili. Tracce che potrebbero essere usate per risalire alle condizioni di salute del politico, a oggi avvolte dal più grande riserbo.

Come funziona la procedura gestita dal Servizio Federale di Protezione? In realtà tutto è molto semplice. Le guardie del corpo di Putin, dotate di contenitore tupperware, lo seguono in bagno per raccogliere gli escrementi e portarli sani e salvi a casa a fine viaggio, in ambiente sterilizzato.
Negli anni sono circolate molte speculazioni sulle condizioni di salute del leader russo. Alcuni osservatori hanno notato tremori alle gambe, forse riconducibili al Parkinson, gonfiori al viso e altri segni che potrebbero indicare problemi di salute come cancro o malattie cardiache. Il Cremlino ha sempre negato tutte queste indiscrezioni. A negarle (o a rimetterle nella giusta prospettiva) anche dirigenti della CIA e dell’Mi6, ovvero il servizio segreto britannico e americano.



