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Home » Attualità » Pronti per il ritorno dell’ora legale? Lancette avanti domenica 29 marzo: ma stavolta potrebbe essere l’ultima

Pronti per il ritorno dell’ora legale? Lancette avanti domenica 29 marzo: ma stavolta potrebbe essere l’ultima

Ora legale 2026: domenica 29 marzo lancette avanti di un'ora. Potrebbe essere l'ultima volta: indagine in corso per l'abolizione del cambio orario in Italia.
RedazioneDi Redazione27 Marzo 2026
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mano che sposta lancette orologio
mano che sposta lancette orologio (FreePik)

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 in Italia entrerà in vigore l’ora legale. Alle ore 2:00 le lancette degli orologi dovranno essere spostate in avanti di 60 minuti, posizionandosi sulle 3:00. Domenica si dormirà quindi un’ora in meno, ma in compenso avremo un’ora di luce in più nelle ore serali.

Il cambio di orario ha lo scopo di ottimizzare l’utilizzo della luce naturale durante i mesi più caldi, riducendo di conseguenza i consumi di energia elettrica. Questo regime orario resterà in vigore per sette mesi, fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, quando tornerà l’ora solare e le lancette verranno spostate indietro di un’ora, dalle 3 alle 2 di notte.

Con l’avvicinarsi della primavera e dopo l’equinozio, le ore di luce naturale aumentano ogni giorno perché cambia l’inclinazione della Terra rispetto al Sole. Le giornate diventeranno quindi progressivamente più lunghe e ci accompagneranno per tutta la primavera e l’estate. Spostando l’orario in avanti, il sole sorge un’ora più tardi secondo l’orologio, ma tramonta anche un’ora più tardi, garantendo così più luce nelle ore serali e riducendo l’uso dell’illuminazione artificiale.

Le modalità di aggiornamento dell’orario variano in base alla tecnologia utilizzata. Smartphone, tablet, computer e smartwatch costantemente connessi a internet aggiorneranno l’orario automaticamente durante la notte, senza necessità di alcun intervento. Sarà invece necessario aggiornare manualmente l’orario su orologi analogici da parete o da polso, sveglie tradizionali e dispositivi elettronici privi di connessione di rete, come i display degli elettrodomestici meno recenti e le plance di alcune automobili.

Il cambio di orario previsto con l'ora legale
Il cambio di orario previsto con l’ora legale (fonte: Pixabay)

L’ora legale è una convenzione internazionale adottata per sfruttare meglio le ore di luce durante la bella stagione e ridurre il consumo di energia elettrica. In Italia fu introdotta per la prima volta nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, proprio con l’obiettivo di risparmiare sull’uso dell’illuminazione artificiale. Dopo varie sospensioni e reintroduzioni nel corso dei decenni, l’adozione stabile è arrivata nel 1966. Dal 1996, tutti i Paesi dell’Unione Europea coordinano il cambio dell’ora: le lancette vengono spostate avanti a marzo e indietro a ottobre nello stesso momento.

A livello istituzionale si è però aperto il dibattito sull’eventuale abolizione del cambio semestrale dell’ora. La decima Commissione della Camera dei Deputati, quella dedicata ad Attività produttive, Commercio e Turismo, ha approvato l’avvio di un’indagine conoscitiva per valutare l’introduzione dell’ora legale permanente sul territorio nazionale. L’iniziativa è scaturita su impulso della Società italiana di medicina ambientale, dell’associazione Consumerismo No profit e del deputato Andrea Barabotti della Lega, che aveva presentato la proposta nel novembre scorso.

Il documento approvato dalla Commissione stabilisce la necessità di coinvolgere enti di ricerca e organismi economici per fornire un quadro oggettivo e aggiornato sui benefici e sulle criticità della misura. L’indagine dovrà valutare gli effetti socio-economici, le ricadute sul sistema produttivo e la fattibilità di una fase di sperimentazione con proroga dell’ora legale, tenendo conto della sostenibilità energetica e della competitività economica. Il prossimo passo istituzionale prevede l’avvio delle audizioni: entro il 30 giugno, termine fissato per la conclusione dell’indagine, verranno ascoltati rappresentanti istituzionali, autorità indipendenti, organismi europei e internazionali, associazioni di categoria e dei consumatori, ed esperti accademici.

A supporto dell’ipotesi dell’orario unico per tutto l’anno ci sono i dati storici sul risparmio energetico. Secondo le rilevazioni di Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale, tra il 2004 e il 2025 l’adozione dell’ora legale ha consentito all’Italia un minor consumo di energia elettrica quantificabile in oltre 12 miliardi di chilowattora. Questo volume si è tradotto in un risparmio economico per i cittadini pari a circa 2,3 miliardi di euro.

Sul fronte ambientale, le stime fornite dalla Società italiana di medicina ambientale indicano che l’estensione dell’orario estivo comporta una riduzione annua delle emissioni di anidride carbonica compresa tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate, un impatto paragonabile all’assorbimento garantito dalla piantumazione di milioni di alberi.

Secondo i dati elaborati da Pulsee luce e gas, il periodo di ora legale rappresenta una delle fasi più favorevoli dell’anno in termini di efficienza: i consumi complessivi diminuiscono in media del 20 per cento rispetto ai mesi in ora solare. Il calo è particolarmente evidente per la voce illuminazione ed elettronica, con una riduzione del 34 per cento, grazie al maggiore utilizzo della luce naturale, mentre si registra una diminuzione del 19 per cento dei consumi in standby. Quest’ultimo dato è un chiaro indicatore di come cambino le abitudini nella bella stagione: passando più tempo fuori casa, i dispositivi elettronici restano spenti più a lungo e staccati dalle prese di corrente, abbattendo il loro consumo passivo.

Se da un lato l’ora legale favorisce il risparmio, dall’altro anticipa alcune dinamiche tipiche dei mesi più caldi. L’analisi evidenzia infatti un aumento dei consumi legati alla climatizzazione, con un incremento del 30 per cento, e alla refrigerazione degli alimenti, con un più 10 per cento, a conferma di come ogni stagione presenti specifiche sfide nella gestione della spesa energetica. I risultati di un’analisi condotta sull’anno solare 2024 mostrano che gli utenti di Energimetro hanno ottenuto un risparmio medio del 10,3 per cento per le abitazioni con riscaldamento tradizionale e del 4,8 per cento per quelle dotate di sistemi di climatizzazione centralizzata.

Le decisioni nazionali dovranno tuttavia confrontarsi con lo stallo a livello comunitario. Il dibattito in sede europea si era acceso nel 2018 con una consultazione pubblica della Commissione europea a cui presero parte 4,6 milioni di cittadini, l’84 per cento dei quali si dichiarò favorevole all’abolizione del cambio d’ora. Nel 2019 il Parlamento europeo approvò una proposta per demandare ai singoli Stati membri la scelta tra l’adozione dell’ora solare o legale permanente. Attualmente il dossier risulta bloccato a causa della pandemia e delle divisioni tra i Paesi membri. Il problema principale resta la necessità di un coordinamento: se ogni Stato legiferasse in totale autonomia, si creerebbe in Europa un fuso orario a macchia di leopardo, con pesanti ripercussioni sul mercato interno e sulla logistica.

Da tempo si discute anche degli effetti del cambio dell’ora sul benessere e sulle abitudini delle persone, aspetto sostenuto da studi scientifici. Se è vero che la luce aumenta i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore del cervello comunemente noto come ormone del buonumore, è anche vero che l’arrivo dell’ora legale ha l’effetto di un piccolo jet lag che può creare disturbi del sonno. Più ore di luce serale significano però maggiore esposizione alla luce naturale, con possibili benefici per l’umore e per il ritmo sonno-veglia.

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