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Home » Attualità » Regala alla compagna un Gratta e Vinci da 500.000 euro, ma lei sparisce coi soldi: la legge gli dà torto?

Regala alla compagna un Gratta e Vinci da 500.000 euro, ma lei sparisce coi soldi: la legge gli dà torto?

A Carsoli, un uomo regala un Gratta e Vinci da 500.000 euro alla compagna per l'8 marzo. Lei incassa il biglietto e sparisce. Cosa dice la legge.
RedazioneDi Redazione21 Marzo 2026
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coppia in ansia per i biglietti della Lotteria
coppia in ansia per i biglietti della Lotteria

Un biglietto del Gratta e Vinci da cinque euro, acquistato l’8 marzo come dono per la Festa della donna, si è trasformato in un caso che potrebbe finire in caserma. La compagna, dopo aver scoperto di aver vinto 500.000 euro, ha depositato il tagliando in banca e ha smesso di rispondere al telefono. Lui sostiene che quei soldi siano suoi di diritto. La storia arriva da Carsoli, in provincia dell’Aquila, e in poche ore ha fatto il giro d’Italia.

Tutto è cominciato al Bar Renato, nel centro commerciale di Carsoli, nel pomeriggio dell’8 marzo 2026. L’uomo, di origini rumene, convivente con la compagna da qualche tempo, si è avvicinato alla cassa e ha acquistato un biglietto della serie Color Puzzle, uno degli ultimi giochi immessi sul mercato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con un costo di cinque euro e un premio massimo di 500.000 euro. Prima ancora di uscire dal locale, lo ha consegnato alla compagna con una battuta: “Oggi è l’8 marzo, invece della mimosa ti regalo questo Gratta e Vinci”. Il titolare del bar, Renato, ha confermato la scena a Fanpage.it e al Messaggero, ricordando bene quel momento e il tono scherzoso dell’uomo.

La donna, quarantenne anch’essa di origini rumene, ha grattato il biglietto e si è resa conto di aver centrato il premio massimo. Per essere sicura, lo ha mostrato anche al barista, che ha confermato la vincita. A quel punto, invece di tornare a casa per festeggiare insieme al compagno, si è recata in un istituto di credito della zona, ha depositato il tagliando vincente e non è più rientrata. Da quel momento, l’uomo non è riuscito a raggiungerla nemmeno per telefono.

Palline colorate del lotto
Palline colorate del lotto (fonte: FreePik)

L’uomo, rimasto ad aspettare un brindisi che non è mai arrivato, ha confidato la propria situazione a un amico, rivelando di temere che la compagna voglia intascare tutto senza dividerlo. La sua posizione è chiara: avendo pagato lui il biglietto, ritiene che la vincita gli appartenga. “Ho il timore che la mia compagna voglia tenere tutto per sé”, avrebbe detto, aggiungendo di averla cercata più volte senza riuscire a parlarle.

La notizia si è diffusa rapidamente in paese. Al Bar Renato sono passati in molti per capire se la vincita fosse reale e per cercare di sapere chi fossero i protagonisti. Il titolare ha mantenuto il riserbo sull’identità della coppia, limitandosi a confermare i fatti essenziali: il biglietto è stato acquistato dall’uomo e consegnato subito dopo alla compagna, davanti a lui, nel giorno della Festa della donna. Una testimonianza che, in caso di contenzioso legale, potrebbe rivelarsi decisiva.

Non è la prima volta che una vincita simile genera una disputa in Abruzzo. Un caso analogo aveva coinvolto due camionisti di Sulmona: anche lì un accordo verbale di spartizione era andato in frantumi, trasformando un’amicizia in una battaglia legale.

Cosa prevede la legge: regalo fatto, regalo ricevuto?

Il nodo centrale di questa vicenda riguarda la natura giuridica del biglietto del Gratta e Vinci. Secondo il diritto italiano, i biglietti delle lotterie autorizzate, tra cui rientrano i Gratta e Vinci dei Monopoli di Stato, sono titoli al portatore: chi li detiene fisicamente ne è il legittimo intestatario e, in caso di vincita, ha diritto a riscuoterla. Lo stabilisce l’articolo 1935 del Codice civile, che disciplina le lotterie autorizzate.

Nel caso di Carsoli, il biglietto è stato acquistato dall’uomo ma ceduto alla compagna prima di essere grattato, davanti a un testimone. Dal punto di vista del Diritto Civile, questo gesto configura una donazione manuale di cosa mobile di modico valore, cinque euro, il prezzo del tagliando, ai sensi dell’articolo 783 del Codice civile. Le donazioni manuali di oggetti di scarso valore non richiedono atto notarile e si perfezionano con la semplice consegna e accettazione.

Il problema nasce dal fatto che, al momento del regalo, il biglietto era ancora di valore ignoto. La vincita si è manifestata solo dopo. L’uomo sostiene che il dono fosse un gesto simbolico, non una rinuncia formale alla proprietà della somma eventualmente vinta. Tuttavia, la legge non distingue tra un biglietto “prima” e “dopo” la scoperta della vincita: il trasferimento del titolo al portatore era già avvenuto nel momento della consegna.

In assenza di un accordo scritto preventivo tra le parti, ad esempio, una promessa di dividere l’eventuale vincita, il diritto a incassare i 500.000 euro spetterebbe, sulla carta, a chi detiene fisicamente il biglietto. La testimonianza del barista potrebbe però complicare il quadro, aprendo la strada a una contestazione basata sull’animus donandi, ovvero sull’intenzione reale del donante. Sarà eventualmente il giudice a stabilire se cinque euro regalati per scherzo possano davvero valere mezzo milione.

E ora? Il rischio della denuncia ai carabinieri

Al momento non risultano denunce formali. L’uomo ha però fatto sapere di essere pronto a rivolgersi ai carabinieri se la compagna non si farà viva nei prossimi giorni per chiarire la propria posizione. La donna, nel frattempo, avrebbe già avviato le procedure per riscuotere il premio presso l’istituto di credito dove ha depositato il biglietto.

Il caso resta aperto su più fronti: sentimentale, legale e,  almeno per ora, di fatto. Quello che sembrava un gesto romantico per festeggiare l’8 marzo si è rivelato la miccia di una storia che il piccolo comune abruzzese probabilmente non dimenticherà tanto presto. E che ricorda, ancora una volta, quanto la fortuna possa essere un ospite scomodo quando arriva all’improvviso, e quanto un biglietto da cinque euro possa valere molto più di quanto chiunque avesse immaginato.

 

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