A partire da oggi, visitare la Fontana di Trevi non è più gratuito per tutti. Il Campidoglio ha introdotto un sistema di accesso contingentato a pagamento per l’area prospiciente il catino della fontana più celebre di Roma, simbolo della Dolce Vita e meta di milioni di visitatori ogni anno. La tariffa prevista è di due euro per i turisti e i non residenti, mentre l’ingresso rimane completamente gratuito per chi vive nella Capitale.
La decisione arriva dopo un anno record per gli accessi al monumento: nel 2025 la Fontana di Trevi ha registrato ben nove milioni di visitatori, con una media giornaliera di 30mila persone e picchi fino a 70mila nei giorni di maggiore affluenza. Numeri che hanno reso necessario un intervento per gestire il sovraffollamento e garantire una migliore esperienza di fruizione del patrimonio culturale.
Il ticket da due euro sarà obbligatorio in orari specifici: dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 22.00, mentre negli altri giorni della settimana l’orario di accesso a pagamento va dalle 9.00 alle 22.00. In occasione del primo giorno di apertura, lunedì 2 febbraio, l’orario sarà eccezionalmente dalle 9.00 alle 22.00. Dopo le 22.00, la fontana resterà visibile gratuitamente a tutti coloro che vorranno ammirarla senza limitazioni.
L’accesso gratuito è garantito non solo ai residenti di Roma e della Città Metropolitana, ma anche agli studenti domiciliati nella stessa area, alle persone con disabilità e relativo accompagnatore, ai minori con età inferiore ai sei anni e alle guide turistiche. Una scelta che il sindaco Roberto Gualtieri ha definito motivo di orgoglio, sottolineando come tutti i musei e i siti monumentali gestiti da Roma Capitale rimangano accessibili gratuitamente per chi vive nella città.
L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio ha ribadito il concetto di accessibilità come diritto di cittadinanza, affermando che Roma non è solo dei turisti e dei pellegrini, ma prima di tutto dei romani. Questa filosofia si estende anche ad altri cinque siti monumentali e museali che fino a ieri erano gratuiti e che ora prevedono un biglietto da cinque euro per i non residenti: Villa di Massenzio, il Museo Napoleonico, il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, il Museo Carlo Bilotti e il Museo Pietro Canonica.
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Secondo le stime del Campidoglio, il ticket da due euro per la Fontana di Trevi dovrebbe generare entrate per circa 6,5 milioni di euro l’anno. Questa previsione si basa sui dati raccolti durante la fase sperimentale di contingentamento gratuito. Le risorse ricavate dalla vendita dei biglietti confluiranno in un fondo dedicato specificamente alla manutenzione e al decoro del patrimonio museale e monumentale della Capitale.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è duplice: migliorare la qualità dell’esperienza per chi visita il patrimonio culturale romano, contrastando il fenomeno del sovraffollamento, e garantire risorse stabili per la manutenzione dopo la conclusione della stagione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il sindaco Gualtieri ha spiegato che Roma, essendo patrimonio dell’umanità, necessita di maggiore continuità nella cura dei suoi monumenti, aumentando al contempo l’accessibilità e la fruibilità della cultura.
I biglietti possono essere acquistati senza maggiorazioni di prevendita attraverso diversi canali: presso dieci postazioni SmartPOS all’ingresso della fontana, online sul sito fontanaditrevi.roma.it, nelle biglietterie del Sistema Musei di Roma Capitale, nei Tourist Infopoint sparsi per la città e nei punti vendita convenzionati. Il sistema è stato pensato per rendere l’acquisto semplice e immediato, evitando code e disagi ai visitatori.
La Fontana di Trevi, capolavoro barocco progettato da Nicola Salvi e completato da Giuseppe Pannini nel 1762, rappresenta uno dei simboli più iconici non solo di Roma, ma dell’Italia intera nel mondo. La sua fama è stata amplificata dal cinema, in particolare dalla celebre scena de La Dolce Vita di Federico Fellini, e continua ad attirare visitatori da ogni angolo del pianeta, desiderosi di lanciare la tradizionale monetina nelle sue acque.



