A due giorni dall’inaugurazione di Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria in programma dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola dell’Eur a Roma, è scoppiata una polemica che coinvolge oltre 80 tra autori, autrici ed editori italiani. Al centro della controversia c’è la presenza della casa editrice Passaggio al Bosco, nota per il suo catalogo ricco di opere che esaltano figure e ideologie del nazifascismo.
Tra i firmatari dell’appello contro questa partecipazione spiccano nomi di grande rilievo del panorama culturale italiano: lo storico Alessandro Barbero, il fumettista Zerocalcare, gli scrittori Antonio Scurati e Domenico Starnone, la storica Anna Foa, il musicista Caparezza, gli studiosi Carlo Ginzburg e Tomaso Montanari, l’attore Ascanio Celestini e molti altri intellettuali, giornalisti e case editrici indipendenti.
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La lettera aperta indirizzata all’Associazione italiana editori esprime sorpresa e preoccupazione per l’ammissione di un editore il cui catalogo si basa, secondo i firmatari, sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita. Secondo i promotori dell’appello, questa presenza risulterebbe incompatibile con i valori che dovrebbero ispirare una manifestazione culturale.
Passaggio al Bosco è un’emanazione del gruppo fiorentino Casaggì, vicino alle strutture giovanili di Fratelli d’Italia, che esprime diverse figure politiche a livello comunale e regionale nel partito guidato da Giorgia Meloni. Il gruppo è anche tra i protagonisti del progetto KulturaEuropa, un centro studi condiviso con CasaPound e con alcuni esponenti storici del neofascismo italiano. Nella pagina di presentazione sul sito c’è una presentazione quanto mai diretta:
“Attualissimi, coraggiosi, politicamente scorretti. Passaggio al Bosco è un progetto editoriale libero che ha scelto di non dipendere dai dogmi del mercato. Per noi il libro non è un prodotto commerciale, ma un patrimonio di idee e di visioni“.
Scorrendo il catalogo dell’editore emergono titoli che hanno suscitato particolare allarme. Tra questi figura un pamphlet di Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen SS, dichiarato persona sgradita in Germania e Svizzera per la sua propaganda estremista. Secondo la scheda redatta dall’editore stesso, questo testo rappresenterebbe un “impareggiabile contributo alla formazione dell’élite militante”.
Nel catalogo compare anche un’opera di Corneliu Zelea Codreanu, fondatore della Guardia di Ferro e del Movimento Legionario, due tra i più violenti e antisemiti movimenti fascisti degli anni Trenta in Romania. Questi personaggi vengono presentati come interpreti delle “più alte virtù di coraggio, disciplina, senso del dovere, altruismo e dominio di sé”.
Altri volumi riguardano le memorie di membri delle SS e giovani repubblichini, mentre i volontari delle brigate nere vengono descritti come protagonisti “dell’eroica resistenza degli ultimi fascisti”. Compare anche un manuale dell’ordinovista Clemente Graziani, presentato come utile per “il contenimento e l’annientamento della fazione bolscevica”. Non mancano libri di Benito Mussolini e testi di Martin Sellner, teorico austriaco della remigrazione intercettato mentre discuteva con esponenti di Alternative für Deutschland di come deportare in paesi terzi cittadini tedeschi di origine straniera.
L’appello sottolinea che non si tratterebbe di testi di studio o di indagine su determinati fenomeni storici, ma di un evidente progetto apologetico. I firmatari richiamano l’attenzione sull’articolo 24 del regolamento che ogni espositore deve sottoscrivere, in cui si impegna ad aderire “a tutti i valori espressi nella Costituzione italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani”.
Il regolamento prevede inoltre il rifiuto di “ogni forma di discriminazione” per ragioni di etnia, colore, sesso, lingua, religione o opinione politica, e l’adesione ai valori relativi alla tutela della libertà di pensiero, di stampa e del rispetto della dignità umana. Secondo i promotori dell’appello, questa clausola risulterebbe palesemente contraddetta dal catalogo di Passaggio al Bosco.
Il deputato del Partito Democratico Emanuele Fiano, che per primo ha denunciato pubblicamente la presenza dell’editore alla fiera, ha evidenziato un particolare inquietante: la casa editrice vende anche le Julleuchter, lampade donate da Heinrich Himmler alle SS per festeggiare il solstizio, oggetti simbolici particolarmente amati dai neonazisti di tutto il mondo.
L’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha definito la presenza dell’editore “inopportuna”, annunciando un’interrogazione al board della fiera per avere chiarimenti. La polemica richiama quanto accaduto nel 2019 al Salone del Libro di Torino, quando fu estromessa la casa editrice di CasaPound dopo l’intervento risolutivo del Museo di Auschwitz.
L’Associazione italiana editori ha risposto attraverso il suo presidente Innocenzo Cipolletta, spiegando che la fiera si propone come “la casa di tutti gli editori italiani, indipendentemente dalla loro linea politica, editoriale e culturale”. Cipolletta ha sottolineato che i capisaldi dell’editoria contemporanea sono il diritto d’autore e la libertà di edizione, ribadendo il no ad ogni forma di censura come principio pregiudiziale per l’associazione.
Il presidente dell’Aie ha precisato che l’associazione non seleziona gli editori sulla base delle linee editoriali, ma pretende che sottoscrivano il contratto con l’impegno al rispetto della Costituzione italiana e delle norme europee. La domanda di partecipazione di Passaggio al Bosco è arrivata tra le prime ed è stata accettata nell’ordine di arrivo, secondo le modalità previste per i nuovi espositori.
La fiera Più libri più liberi aprirà regolarmente i battenti il 4 dicembre con lo stand di Passaggio al Bosco confermato.



