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Home » Attualità » Streets of Minneapolis: Bruce Springsteen sfida Trump con una canzone dedicata agli immigrati uccisi dall’ICE

Streets of Minneapolis: Bruce Springsteen sfida Trump con una canzone dedicata agli immigrati uccisi dall’ICE

Il Boss torna a farsi sentire con un brano lampo contro la repressione a Minneapolis. Un inno di libertà che cita le vittime dell'ICE.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino29 Gennaio 2026
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Streets of Minneapolis
Streets of Minneapolis (fonte: YouTube)

In soli tre giorni, dal primo accordo alla condivisione globale sui social, Bruce Springsteen ha lanciato un potente segnale politico che scuote l’America del 2026. Il brano, intitolato Streets of Minneapolis, non è un semplice pezzo rock, ma un’accusa durissima e istantanea contro quelle che l’artista definisce operazioni di “terrore di Stato”. Il “Boss” ha risposto con la sua musica a un’incursione dell’ICE (l’agenzia federale per l’immigrazione) avvenuta proprio a Minneapolis, trasformando la cronaca nera in un inno di resistenza civile.

La genesi della canzone è fulminea: scritta sabato, registrata domenica e pubblicata lunedì. Springsteen ha scelto di saltare i lenti passaggi delle case discografiche per parlare direttamente al cuore dei suoi fan e dei cittadini americani. Dedicata ai “vicini innocenti” e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good, due persone rimaste uccise durante gli interventi federali, la traccia si chiude con un monito che è diventato virale in poche ore: “Stay free”, rimanete liberi.

Musicalmente, la canzone parte con un tono intimo e acustico, tipico delle ballate solitarie di Springsteen, per poi esplodere in un arrangiamento corale che evoca le folle in protesta. Il testo dipinge un quadro gelido di Minneapolis: strade coperte di neve, il freddo pungente dell’inverno e la presenza minacciosa di quelli che il Boss chiama “l’esercito privato di Trump”. Il riferimento al Presidente è esplicito e senza filtri, posizionando l’opera tra le più feroci canzoni di protesta della sua intera carriera.

Il titolo non è casuale. Richiama immediatamente la celebre Streets of Philadelphia, con cui Springsteen vinse l’Oscar negli anni ’90 parlando di diritti civili e solitudine. Ancora una volta, una città diventa il simbolo di una crisi nazionale. Ma qui c’è un elemento in più: la funzione testimoniale. Fare i nomi delle vittime e denunciare la violenza federale trasforma il musicista in un cronista della storia contemporanea.

Il ritornello è strutturato per essere cantato insieme, come uno slogan da gridare durante le manifestazioni. Con questa mossa, Springsteen non cerca solo l’ascolto, ma vuole fornire una colonna sonora ai movimenti che si oppongono alle politiche migratorie attuali. In un’America sempre più divisa, Streets of Minneapolis si pone come un documento artistico che cristallizza le fratture sociali del Paese, ricordando a tutti che “nell’inverno del ’26” la musica ha scelto di non restare in silenzio.

Streets of Minneapolis, testo

Through the winter’s ice and cold
Down Nicollet Avenue
A city aflame fought fire and ice
‘Neath an occupier’s boots
King Trump’s private army from the DHS
Guns belted to their coats
Came to Minneapolis to enforce the law
Or so their story goes

Against smoke and rubber bullets
By the dawn’s early light
Citizens stood for justice
Their voices ringing through the night
And there were bloody footprints
Where mercy should have stood
And two dead left to die on snow-filled streets
Alex Pretti and Renee Good

Oh our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist
We’ll take our stand for this land
And the stranger in our midst
Here in our home they killed and roamed
In the winter of ’26
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis

Trump’s federal thugs beat up on
His face and his chest
Then we heard the gunshots
And Alex Pretti lay in the snow, dead
Their claim was self defense, sir
Just don’t believe your eyes
It’s our blood and bones
And these whistles and phones
Against Miller and Noem’s dirty lies

Oh our Minneapolis, I hear your voice
Crying through the bloody mist
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis

Now they say they’re here to uphold the law
But they trample on our rights
If your skin is black or brown my friend
You can be questioned or deported on sight

In chants of ICE out now
Our city’s heart and soul persists
Through broken glass and bloody tears
On the streets of Minneapolis

Oh our Minneapolis, I hear your voice
Singing through the bloody mist
Here in our home they killed and roamed
In the winter of ’26
We’ll take our stand for this land
And the stranger in our midst
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis
We’ll remember the names of those who died
On the streets of Minneapolis

Streets of Minneapolis, traduzione

Attraverso il ghiaccio e il freddo invernale
Lungo la Nicollet Avenue
Una città in fiamme ha combattuto il fuoco e il Ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante
L’esercito privato del DHS di Re Trump
Con le armi strette ai giacconi
È arrivato a Minneapolis per far rispettare la legge
O almeno così racconta la loro storia

Contro il fumo e i proiettili di gomma
Alle prime luci dell’alba
I cittadini si sono schierati per la giustizia
Le loro voci risuonavano nella notte
E c’erano orme insanguinate
Laddove sarebbe dovuta esserci pietà
E due morti lasciati a morire sulle strade innevate
Alex Pretti e Renee Good

Minneapolis nostra, sento la tua voce
Cantare attraverso la foschia insanguinata
Resisteremo per questo paese
E per lo straniero in mezzo a noi
Qui a casa nostra sono andati in giro ad ammazzare
Nell’inverno del ‘26
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Per le strade di Minneapolis

I tagliagole federali di Trump hanno percosso
Il suo viso e il suo petto
Poi abbiamo sentito gli spari
E Alex Pretti giaceva morto nella neve
Il loro pretesto era la legittima difesa, signore,
Ma non si crede ai propri occhi
Sono il nostro sangue e le nostre ossa
E questi fischi e questi telefoni
Contro le sporche bugie di Miller e Noem

Oh, Minneapolis nostra, sento la tua voce
Che grida attraverso la foschia insanguinata
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Per le strade di Minneapolis

Ora dicono di esser qui per far rispettare la legge
Però calpestano i nostri diritti
Se hai la pelle nera o scura, amico mio,
Puoi essere interrogato o deportato a vista

Continuano a vivere il cuore e l’anima della nostra città
Attraverso i vetri rotti e il pianto insanguinato
Per le strade di Minneapolis

Oh Minneapolis nostra, sento la tua voce
Cantare attraverso la foschia insanguinata
Qui a casa nostra sono andati in giro ad ammazzare
Nell’inverno del ‘26
Resisteremo per questo paese
E per lo straniero in mezzo a noi
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Per le strade di Minneapolis
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Per le strade di Minneapolis. 

Nei cori FUORI L’ICE ORA!

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