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Home » Attualità » Studente accoltellato a scuola a La Spezia: Youssef Abanoub morto a 18 anni per gelosia. Il killer rideva

Studente accoltellato a scuola a La Spezia: Youssef Abanoub morto a 18 anni per gelosia. Il killer rideva

Un diciottenne è morto dopo essere stato accoltellato in classe da un compagno di scuola. Il movente sarebbe la gelosia per una foto social.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino17 Gennaio 2026
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Targa scuola La Spezia
Targa scuola La Spezia (fonte: YouTube/ Tele Liguria)

La mattina del 16 gennaio 2026 si è trasformata in tragedia all’istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia. Youssef Abanoub, diciottenne italiano di origini egiziane, è stato ucciso a coltellate da un compagno durante l’orario scolastico. Il giovane è deceduto in serata all’ospedale Sant’Andrea dopo ore di lotta tra la vita e la morte.

L’aggressore si chiama Zouhair Atif, anche lui diciottenne ma di origine marocchina. Quella mattina aveva portato con sé un lungo coltello da cucina dalla lama di venti centimetri, nascondendolo nello zaino sin dall’arrivo a scuola. Questo elemento sta convincendo gli investigatori che l’attacco fosse pianificato in anticipo.

Tutto sarebbe iniziato durante la seconda pausa della mattinata, poco prima di mezzogiorno. I due ragazzi hanno litigato nei bagni della scuola per un motivo che ha a che fare con i sentimenti: una fotografia pubblicata online mostrava Youssef insieme alla fidanzata di Zouhair.

 

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Youssef è tornato in aula visibilmente agitato, mentre i compagni notavano il suo stato d’animo. Pochi minuti dopo, quando la lezione era ripresa, Zouhair è entrato nell’aula brandendo il coltello e ha colpito il coetaneo ripetutamente al fianco. Una delle coltellate ha perforato la milza, causando un’emorragia gravissima che si è rivelata mortale.

La scena si è svolta davanti agli occhi terrorizzati dei compagni e di un professore, che è riuscito a fermare Atif subito dopo l’aggressione. Dalle chat degli studenti emerge che prima dell’attacco circolava una minaccia esplicita: “Ora ti sistemo io”. Qualcuno aveva persino fotografato il coltello e condiviso l’immagine nei gruppi scolastici.

I soccorsi sono stati immediati. Youssef è stato portato d’urgenza in ospedale, dove i medici hanno tentato di salvarlo con un intervento chirurgico durato oltre tre ore. Durante l’operazione il suo cuore si è fermato, ma i sanitari erano riusciti a rianimarlo. Le sue condizioni sono rimaste disperate tutto il pomeriggio, finché in serata il giovane non ce l’ha fatta.

Zouhair è stato arrestato sul posto e portato in questura. Durante l’interrogatorio con il magistrato Giacomo Gustavino ha ammesso le sue intenzioni:

“Volevo ucciderlo, non doveva permettersi di mettere sui social la foto con la mia ragazza“.

Il ragazzo, nato nel 2007, vive in Italia con la famiglia grazie a un permesso di soggiorno di lunga durata e lavorava come cameriere a Lerici. Comparirà davanti al giudice lunedì 19 gennaio per la convalida del fermo.

Chi conosceva Atif lo descrive come una persona apparentemente normale, ma lo zio della vittima racconta un particolare inquietante: “Non è la prima volta che portava il coltello a scuola. Dovevano fermarlo prima”. Youssef, invece, era un ragazzo tranquillo che studiava e lavorava come cameriere. “Mio nipote non cercava guai”, dice lo zio. “Non parliamo di una rissa, di una lite tra ragazzi. Ma tirare fuori un coltello è un’altra cosa. Youssef stava scappando e quello lo ha inseguito”.

Gli inquirenti hanno ascoltato anche la ragazza al centro della vicenda, studentessa dello stesso istituto. Pur non avendo assistito all’aggressione, ha fornito informazioni sul rapporto teso tra i due giovani.

Una delle tre sorelle di Abu ha raccontato tra le lacrime:

“Mi hanno detto che poco tempo fa aveva fatto la stessa identica cosa con un ragazzo albanese. Lo aveva minacciato con un coltello che si era portato a scuola da casa e mentre inseguiva mio fratello e lo accoltellava lui rideva. Ma anche dopo che lo aveva colpito… Abu era a terra agonizzante, lui è stato fatto sedere su una sedia in attesa della polizia: anche in quel momento continuava ad avere quel ghigno e quel sorriso stampato in faccia“.

Il particolare del sorriso, tuttavia, sarebbe stato confutato da alcuni compagni dell’assassino. In ogni caso, la comunità scolastica e l’intera città sono sotto shock. La Procura di La Spezia continua a indagare per chiarire ogni aspetto della vicenda, mentre tutti si chiedono come sia possibile che una discussione nata dalla gelosia si sia trasformata in un omicidio dentro un’aula scolastica.

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