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Home » Attualità » Trump dà i missili all’Ucraina, ma il conto lo paga l’Europa: cosa c’è davvero dietro il piano Patriot

Trump dà i missili all’Ucraina, ma il conto lo paga l’Europa: cosa c’è davvero dietro il piano Patriot

Trump annuncia l'invio di sistemi Patriot all'Ucraina con costi a carico UE. Svolta strategica dopo le critiche a Putin.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino14 Luglio 2025
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donald trump
Donald Trump è il nuovo presidente americano (fonte: Quotidiano Nazionale)

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato qualche ora fa una significativa svolta nella strategia militare statunitense verso l’Ucraina, confermando l’invio di sistemi di difesa aerea Patriot al governo di Kiev, ma con una condizione che sta facendo discutere: “Il costo sarà completamente a carico dell’Unione Europea“.

La dichiarazione di Trump rappresenta un cambiamento radicale rispetto alla sua posizione iniziale. Il presidente ha espresso una crescente disillusione con Vladimir Putin, dichiarando: “Putin ha davvero sorpreso molte persone. Parla gentilmente e poi alla sera bombarda tutti“. Questo contrasta nettamente con l’approccio più conciliante che aveva caratterizzato i primi mesi della sua presidenza.

Trump ha definito Putin come qualcuno che “parla in modo molto bello, ma poi si rivela privo di significato“, esprimendo una delusione che sembra aver influenzato le sue decisioni strategiche sull’Ucraina.

La novità più significativa dell’annuncio riguarda la modalità di finanziamento. Trump ha chiarito di non aver ancora concordato il numero di Patriot da inviare ma gli ucraini, aggiungendo: “Ne avranno un po’ perché hanno bisogno di protezione e l’Ue pagherà: noi non pagheremo nulla, ma li invieremo“.

Un primo piano di Donald Trump
Un primo piano di Donald Trump (fonte: Open/ph. EPA/CHRIS KLEPONIS)

Questa formula rappresenta un compromesso tra le pressioni del Congresso americano per sostenere l’Ucraina e la promessa elettorale di Trump di ridurre le spese militari statunitensi all’estero. In pratica, gli Stati Uniti mantengono il controllo logistico e tecnologico delle forniture, mentre l’Europa si assume l’onere finanziario.

La decisione arriva dopo mesi di tentativi falliti di mediazione tra Mosca e Kiev. Putin ha respinto le proposte americane per un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni, sostenendo che darebbe a Kiev l’opportunità di rimobilitare le truppe e riarmarsi.

Trump aveva inizialmente ridotto il supporto militare all’Ucraina dopo il suo insediamento a gennaio, considerando gli aiuti di Washington come un peso per i contribuenti americani. Tuttavia, dopo mesi di sforzi diplomatici infruttuosi, il 7 luglio ha annunciato l’approvazione di nuove spedizioni all’Ucraina, composte principalmente da “armi difensive”.

I sistemi Patriot, lo ricordiamo, sono sistemi di difesa aerea avanzati sviluppati dagli Stati Uniti, capaci di intercettare missili balistici, da crociera e aeromobili nemici fino a una distanza di circa 160 chilometri. Utilizzano radar sofisticati per il rilevamento e il tracciamento dei bersagli, lanciando missili guidati ad alta precisione per neutralizzare le minacce aeree.

Ogni batteria Patriot include unità di lancio mobili, stazioni radar e centri di controllo. Nel frattempo, il senatore Lindsey Graham ha presentato un disegno di legge bipartisan che darebbe a Trump la possibilità di imporre tariffe fino al 500% sui paesi che aiutano la Russia.

E l’Europa? Al momento non ci sono risposte ufficiali. Di sicuro, l’incontro programmato questa settimana tra Trump e il segretario generale della NATO Mark Rutte sarà cruciale per definire i dettagli operativi di questa nuova strategia.

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