Mentre nelle scorse ore Catherine Birmingham e Nathan Trevallion sono stati ricevuti in senato da Ignazio La Russa, un nuovo caso che ricorda, anche se con tratti diversi, quello della famiglia nel bosco è emerso in Sicilia. Due bambini, di 7 e 11 anni, uno italiano e l’altro tedesco, vivevano da diversi mesi in una comunità nel bosco di Gibilmanna, località montana tra Cefalù e il Parco delle Madonie, in provincia di Palermo.
I minori sono stati trovati sabato 21 marzo all’interno di un casolare umido e in abbandono, dove dormivano su un materassino gonfiabile in una stanzetta. Secondo quanto emerso dalle prime indagini, i bambini non hanno mai frequentato la scuola e non sono mai stati vaccinati. Non risultano nemmeno in possesso di documenti.
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A intervenire è stata la Procura dei minori di Palermo, con la procuratrice Claudia Caramanna che ha disposto l’allontanamento immediato. La polizia giudiziaria della Procura dei minorenni ha prelevato i due bambini insieme alle loro madri e li ha condotti nella casa di un familiare di una delle donne.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i quattro facevano parte di una comunità composta da una quindicina di persone di varia nazionalità, guidata da un santone tedesco. Il gruppo gira abitualmente per l’Europa e da alcuni mesi un nucleo ristretto si è stabilito nel casolare dove sono stati trovati i minori, mentre altri componenti hanno preso in affitto alcune villette nella zona.
La Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo d’indagine per fare luce sulla vicenda. Gli inquirenti stanno sentendo i componenti della comunità per ricostruire i loro spostamenti attraverso l’Europa e per comprendere il ruolo del santone all’interno del gruppo.
La polizia italiana è in contatto con i colleghi tedeschi per delineare la storia dell’uomo, che da qualche tempo ha deciso di fare proseliti in Sicilia. Nel frattempo, il tribunale per i minorenni si sta occupando del caso dei due bambini, affiancato da un gruppo di assistenti sociali e psicologi dedicati al loro supporto.



