Quest’anno gli studenti italiani vivranno una pausa natalizia fuori dal comune: quasi tre settimane lontani dai banchi di scuola. Un periodo di riposo che si estenderà per ben diciotto giorni, suscitando reazioni contrastanti tra genitori e amministrazioni scolastiche.
Sebbene il calendario ministeriale preveda l’inizio delle festività per il 23 dicembre, numerosi istituti hanno scelto di chiudere già il 20 dicembre, un sabato. Questa tendenza, particolarmente diffusa nelle province lombarde di Lecco e Sondrio, permetterà agli alunni di iniziare il ponte natalizio con tre giorni di anticipo. Il ritorno sui banchi è programmato per tutti il 7 gennaio, dopo che l’Epifania cadrà di martedì.
La scelta di anticipare non è arbitraria. Dietro questa decisione si nasconde una strategia di contenimento delle spese energetiche. Chiudere venerdì pomeriggio e sabato a metà giornata significa evitare l’accensione dei riscaldamenti per tre giorni consecutivi, una voce che pesa considerevolmente sui budget scolastici già sotto pressione.

Le date precise di chiusura variano leggermente sul territorio nazionale: alcune regioni fermeranno le attività il 22 dicembre, altre il 23 o il 24, ma l’intera Italia riprenderà le lezioni simultaneamente dopo la Befana.
Se da un lato questa pausa prolungata offre tempo prezioso per il riposo, dall’altro crea non poche difficoltà organizzative per molti nuclei familiari. Conciliare quasi tre settimane di chiusura scolastica con gli impegni lavorativi rappresenta una sfida logistica non indifferente per tanti genitori.
Guardando avanti nel calendario scolastico 2025-2026, la pausa pasquale si preannuncia ben più contenuta. Con la Pasqua fissata al 5 aprile, le scuole chiuderanno dal 2 al 7 aprile. Il 25 aprile, Festa della Liberazione, cadrà di sabato senza possibilità di ponte, mentre il primo maggio sarà di venerdì e la Festa della Repubblica del 2 giugno cadrà di martedì.
L’anno scolastico in corso era partito il 5 settembre per le scuole dell’infanzia statali (con qualche giorno di anticipo per le paritarie), mentre il 12 settembre aveva suonato la campanella per primarie, medie e superiori. La conclusione dell’anno è prevista per il 7 giugno (fino alle superiori) e il 30 giugno per le materne.



