Martine Diop Bullo, 18 anni, studentessa di Digital Management all’università Ca’ Foscari, non avrebbe mai immaginato che la sua elezione a Maria del Carnevale di Venezia si sarebbe trasformata in una vicenda di cronaca legata al razzismo. Nata a Mestre da mamma veneziana e papà senegalese, la giovane reginetta si è trovata al centro di una violenta ondata di insulti razzisti sui social media del Comune di Venezia, proprio nel momento in cui avrebbe dovuto semplicemente godersi la vittoria.
A scoprire l’amara realtà è stata la nonna di Martine, che cercava con orgoglio tutte le notizie sulla nipote online. Tra gli articoli e i post celebrativi, si è imbattuta in una serie di commenti violenti apparsi sul profilo Facebook del Comune. Frasi come “Andiamo avanti con la distruzione delle tradizioni per forzare l’inclusione”, “Proprio veneta al 100%!” con tono sarcastico, e “Se mi metto dell’autoabbronzante, eleggete anche me?” hanno invaso la sezione commenti, tanto da costringere l’amministrazione comunale a intervenire cancellandoli.
“Ci sono rimasta male per forza, erano commenti molto violenti. Però non ci voglio pensare. Ne ho avuti talmente tanti di belli che mi voglio focalizzare solo su quelli”, ha dichiarato Martine in un colloquio con Maria Grazia Bortolato, presidente della Festa delle Marie. La giovane ha dimostrato una maturità notevole nel gestire la situazione, affermando con fermezza: “So chi sono, so da dove vengo. Non ho mai subito bullismo, né a scuola e nemmeno nella società e non mi importa di subirlo nei social”.
La presidente Linda Damiano e l’assessore al sociale Simone Venturini hanno annunciato che incontreranno Martine lunedì per portarle la solidarietà della città. “Quello che è successo è indegno”, ha commentato Damiano, sottolineando la gravità dell’accaduto. Maria Grazia Bortolato ha espresso il suo “rammarico terribile anche nei confronti della sua famiglia”, aggiungendo che “quella delle Marie è una rievocazione storica, che porta gioia a tutti nel Carnevale. È avvilente fin dove possa arrivare la cattiveria umana”.
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La presidente dell’associazione ha voluto sottolineare le qualità che hanno portato i giudici a scegliere Martine: “È intelligente, empatica, solare e forte. Ha tutte le qualità giuste. I giudici l’hanno votata per la sua bellezza, per la sua maturità e anche per come ha saputo relazionarsi con le altre persone in questi giorni”. Bortolato ha anche ricordato un dettaglio importante: non è la prima volta che una ragazza di colore viene eletta Maria del Carnevale di Venezia, era già accaduto nel 2006.
“Sono veneziana e adoro Venezia. Ho fatto danza, faccio la dogsitter. In famiglia adoriamo il Carnevale veneziano, sono stata io ad iscrivermi di mia spontanea volontà. Sono nata a Mestre, ho sempre vissuto a Mestre ma ho viaggiato molto”, ha raccontato Martine, ribadendo il suo profondo legame con la città lagunare.
La studentessa ha sottolineato con preoccupazione l’assurdità di quanto accaduto: “Nella vita cerco di portare solarità nelle cose ma molto rammaricata mi preoccupa che queste cose accadano ancora nel 2026, in un mondo in cui queste differenze non dovrebbero esistere più. Non tutti sanno reagire come me. Ci sono persone fragili che subirebbero la violenza senza riuscire a farla scivolare giù dalle spalle e portandone le conseguenze. Non è il mio caso. Ma polemiche di questo tipo nel 2026 non hanno senso di esistere”.
La vicenda ha scosso non solo la famiglia di Martine ma l’intera comunità veneziana, riportando l’attenzione su un problema che evidentemente persiste anche in contesti di celebrazione e tradizione. La giovane Maria del Carnevale ha scelto di trasformare un momento di dolore in un’opportunità educativa, pensando non solo a se stessa ma a tutti quei ragazzi che potrebbero non avere la sua stessa forza nel fronteggiare l’odio online.



