Il mondo del calcio italiano piange la scomparsa di Gianluca Cherubini, ex difensore romano che si è spento a soli 52 anni all’ospedale di Tor Vergata a Roma. A darne notizia è stato Alessandro Battisti, ex capitano del Chieti e direttore sportivo, con un post su Facebook carico di commozione: “Non ci sono parole. Una vita a 220 km all’ora, sempre in bilico e sull’orlo del burrone. Mi mancherai“.
Le condizioni di Cherubini, già molto precarie, sono precipitate nel pomeriggio di martedì, quando Cherubini si è sentito male nella casa che condivideva con la madre. È stata proprio lei a chiamare l’ambulanza. Trasportato d’urgenza in ospedale, è stato sottoposto a una tac, ma due ore dopo l’esame il suo cuore ha cessato di battere. La sua salute era compromessa da tempo: anni fa aveva vinto una battaglia contro un tumore, ma da tempo era in dialisi a causa della mancanza di un rene ed era in attesa di un trapianto.
Nato a Roma e cresciuto nelle giovanili del Monza, Gianluca Cherubini ha vissuto i momenti più luminosi della sua carriera sportiva tra il 1993 e il 1994. Fu con la maglia della Reggiana che fece il suo esordio in Serie A l’8 settembre 1993, nella sfida contro l’Atalanta, subentrando a Beppe Accardi. Terzino dalla corsa inesauribile, capace di giocare anche come difensore centrale o centrocampista, Cherubini divenne rapidamente uno dei simboli di quella Reggiana che per la prima volta nella sua storia si affacciava al massimo campionato.
La primavera del 1994 rappresentò l’apice della sua carriera. Prima la salvezza della Reggiana conquistata a San Siro contro il Milan, poi il trionfo con la maglia azzurra: Cherubini fu infatti campione d’Europa con l’Under 21, giocando da titolare in una squadra che annoverava talenti del calibro di Fabio Cannavaro, Christian Panucci, Filippo Inzaghi e Christian Vieri. In quella nazionale giocò complessivamente cinque volte, portando a casa il titolo continentale che rappresenta il suo palmares più prestigioso.
Nella stagione 1995-1996 arrivò la chiamata della Roma, dove giocò sotto la guida di Carlo Mazzone insieme a un giovanissimo Francesco Totti. L’esperienza in giallorosso durò però solo un anno: nonostante le promesse, il suo temperamento difficile spinse la società a rimandarlo alla Reggiana. Con la maglia granata Cherubini avrebbe collezionato complessivamente 164 presenze in tre periodi diversi, una fedeltà che gli valse anche la fascia di capitano e un legame profondo con la città e i tifosi.
Oltre alla Reggiana e alla Roma, nella sua carriera Cherubini ha vestito anche le maglie di Vicenza (con una sola presenza nel 2000), Chieti (2002-2004 e 2008-2009), Torres (2004-2005) e Giulianova (2005-2006). E fu proprio a Giulianova che la sua esistenza prese una piega drammatica.
Il 13 aprile 2006, durante la partita Giulianova-Novara, Cherubini fu colpito da un aneurisma cerebrale fulminante in campo. Rischiò seriamente la vita e rimase in coma per dodici giorni. Quando si riprese, miracolosamente salvato dal tempestivo intervento dei medici, la prima cosa che chiese fu di tornare a giocare.
Dopo due anni di stop forzato, nel 2008 Cherubini riuscì nell’impresa di tornare in campo, giocando nove partite in Serie D con il Chieti. Fu un ritorno simbolico, la dimostrazione dello spirito battagliero che lo aveva sempre contraddistinto, ma anche l’ultimo atto della sua carriera calcistica.
Terminata l’avventura da calciatore, la vita di Gianluca Cherubini finì ripetutamente sulle pagine di cronaca nera. Nel 2010, a Ostia, fu denunciato per aver mutilato con un morso l’orecchio dell’amico di un rivale in amore, intervenuto per dividere una lite. L’episodio, che ricordò quello celebre di Mike Tyson, fece scalpore.
Ma i guai più seri arrivarono negli anni successivi. Nel giugno 2014 venne arrestato a Tor di Nona, nella periferia sud di Roma, per porto illegale d’arma e ricettazione: fu sorpreso dai carabinieri di Settecamini mentre girava con una pistola calibro 7,65 risultata rubata. Un anno dopo, nel 2015, finì nuovamente in manette nell’ambito di un’operazione che portò all’arresto di 18 persone. Cherubini era accusato di far parte di un’organizzazione criminale internazionale che operava sull’asse Olanda-Italia, con base a Villa Gordiani, responsabile di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio internazionale di droga, detenzione di armi ed esplosivo, lesioni personali, estorsione, ricettazione, riciclaggio e reati finanziari.
I funerali di Gianluca Cherubini si terranno domani. La notizia della sua morte ha suscitato commozione nel mondo del calcio e in particolare tra i tifosi della Reggiana, che lo ricordano come uno dei simboli di un’epoca irripetibile. Una vita vissuta davvero a 220 all’ora, come lui stesso amava dire, tra trionfi sportivi, tragedie sfiorati e scelte sbagliate che ne hanno segnato per sempre il destino.



