Per la prima volta dall’esplosione dello scandalo, William e Kate hanno preso una posizione pubblica sul caso che sta travolgendo la famiglia reale britannica. Le loro parole sono arrivate attraverso un portavoce di Kensington Palace, proprio mentre il principe si trovava a Riad, capitale dell’Arabia Saudita, per una delicata missione diplomatica.
«Il principe e la principessa del Galles sono profondamente preoccupati dalle rivelazioni che continuano a emergere. I loro pensieri rimangono concentrati sulle vittime», ha dichiarato il portavoce ai giornalisti. Una frase breve ma significativa, che rompe mesi di silenzio su una vicenda che sta mettendo a dura prova la monarchia britannica.

Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Al centro della bufera c’è Andrea Mountbatten-Windsor, lo zio di William e fratello di re Carlo III. Un tempo conosciuto come principe Andrea, è stato privato di tutti i titoli reali nell’ottobre 2025 dopo che sono emersi nuovi dettagli sui suoi legami con Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato per traffico sessuale di minorenni e morto in carcere nel 2019.
A fine gennaio 2026, il Dipartimento di Giustizia statunitense ha reso pubblici oltre 3,5 milioni di pagine di documenti legati al caso Epstein. Tra email, foto e testimonianze, il nome di Andrea appare ripetutamente, alimentando le domande sul tipo di rapporto che esisteva tra i due uomini. I nuovi documenti mostrano come Andrea mantenesse contatti con Epstein anche dopo la prima condanna del 2008, arrivando persino a condividere informazioni riservate sui suoi viaggi diplomatici.
Una delle vittime più note di Epstein, Virginia Giuffre, aveva accusato Andrea di aver avuto rapporti sessuali con lei quando era minorenne. Il principe ha sempre negato con forza, ma nel 2022 ha preferito chiudere la vicenda con un accordo stragiudiziale, pagando una somma non rivelata senza ammettere colpe. La tragica morte di Giuffre per suicidio nell’aprile 2025 ha ulteriormente scosso l’opinione pubblica.
Non è stata solo una questione giudiziaria. Lo scandalo ha costretto re Carlo a prendere decisioni drastiche: suo fratello Andrea ha perso il titolo di principe, è stato sfrattato dalla sua residenza storica di Royal Lodge vicino al castello di Windsor e ora vive in un cottage privato nella tenuta di Sandringham. Un declino fulminante per chi era considerato uno dei membri centrali della famiglia reale.
Anche altri membri della famiglia hanno dovuto affrontare domande scomode. Il principe Edoardo, fratello minore di Andrea, aveva già espresso la settimana scorsa solidarietà alle vittime durante una visita a Dubai. Re Carlo e la regina Camilla, invece, sono stati contestati pubblicamente da cittadini che chiedevano loro di fare pressione sulla polizia per indagare su Andrea.
William e Kate, fino a oggi, non si erano mai espressi pubblicamente sulla questione. La loro dichiarazione di lunedì segna quindi un punto di svolta: pur mantenendo un tono sobrio e istituzionale, hanno voluto far capire che non restano indifferenti di fronte a quello che sta emergendo.
La tempistica della dichiarazione non è casuale. William si trova in Arabia Saudita per un viaggio ufficiale di tre giorni, inviato dal governo britannico per rafforzare i rapporti tra Londra e Riad. Incontrerà il principe ereditario Mohammed bin Salman, una figura controversa a livello internazionale per le accuse di violazioni dei diritti umani nel regno saudita.
La missione del futuro re britannico si concentra su questioni strategiche come la transizione energetica verso fonti rinnovabili e le opportunità per i giovani, che rappresentano una grande parte della popolazione saudita. Il governo di Londra vede William come una risorsa preziosa, descrivendolo come “un’arma segreta diplomatica” capace di aprire porte che resterebbero chiuse ad altri.
Tuttavia, le domande sul caso Epstein rischiano di oscurare completamente gli obiettivi della visita. Ecco perché lo staff di William ha deciso di affrontare il tema subito, con una dichiarazione chiara che mette i punti fermi: preoccupazione per le rivelazioni e solidarietà alle vittime.
La scelta di parlare, seppur con poche parole, dimostra quanto sia delicata la posizione in cui si trova la famiglia reale. Da un lato c’è la necessità di proteggere l’istituzione monarchica, già provata da scandali e polemiche negli ultimi anni. Dall’altro c’è il rispetto dovuto alle persone che hanno subito abusi e violenze.
Non dire nulla avrebbe potuto essere interpretato come complicità o peggio, come un tentativo di minimizzare fatti gravissimi. Allo stesso tempo, esporsi troppo significa rischiare di alimentare ulteriormente la macchina mediatica che sta macinando notizie su Andrea settimana dopo settimana.
William e Kate hanno optato per una via di mezzo.



