Per milioni di persone, il Black Friday è il fischio d’inizio ufficiale della stagione degli acquisti natalizi. Cade il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento americano (Thanksgiving) ed è la giornata di sconti più iconica del mondo. Eppure, la sua storia è molto più intricata e oscura di quanto suggeriscano i cartelli “Saldi!”.
Il termine “Black Friday” è stato usato per la prima volta nel 1869, ma non aveva nulla a che fare con lo shopping: si riferiva al crollo drammatico del mercato dell’oro negli Stati Uniti. Il collegamento con la frenesia dei consumi è, invece, molto più recente e inaspettato, ed è nato dal disordine.
L’origine moderna del nome si fa risalire ai primi anni Sessanta, nella città di Filadelfia. Non furono i negozianti a coniare l’espressione, ma gli agenti di polizia locali.
Gli agenti usavano l’espressione “Black Friday” per descrivere il caos assoluto che si scatenava il giorno dopo il Ringraziamento. Enormi folle di turisti e acquirenti delle periferie si riversavano in città per iniziare la caccia ai regali, creando un traffico impazzito, strade congestionate e una situazione di ordine pubblico ingestibile. Era, letteralmente, un venerdì nero per le forze dell’ordine.
Fu solo verso la fine degli anni Ottanta che i rivenditori riuscirono a ribaltare il significato negativo del termine. Associarono il “nero” all’idea che, dopo aver operato “in rosso” (in perdita) per gran parte dell’anno, i negozi finalmente entravano “in nero” (in profitto) grazie alla spesa massiccia dei consumatori.

A dare involontariamente una spinta nazionale a questa giornata fu un’intervento politico controverso. Fino a quel momento, la maggior parte dei negozi rispettava una regola non scritta: la stagione degli acquisti natalizi non doveva iniziare prima del venerdì dopo il Ringraziamento.
Nel 1939, preoccupata per le vendite al dettaglio a rischio, la Retail Dry Goods Association si rivolse al Presidente Franklin D. Roosevelt. Roosevelt, famoso per non temere le mosse audaci, decise di spostare il giorno del Ringraziamento di una settimana indietro, aumentando così il tempo a disposizione per lo shopping. La mossa creò un pandemonio: le persone avevano già organizzato le loro feste e la decisione portò a due giorni del Ringraziamento diversi, con alcuni che celebravano nella data tradizionale e altri in quella presidenziale, in un caos chiamato sarcasticamente Franksgiving. La situazione fu risolta solo nel 1941, quando il Congresso stabilì il Ringraziamento come il quarto giovedì di novembre, ma la settimana di shopping aggiuntiva era ormai un’abitudine consolidata.
Oggi, il Black Friday non è più l’unico evento di shopping folle; deve competere con eventi online come il Cyber Monday e le vendite anticipate. Tuttavia, resta l’unico giorno in cui praticamente tutti i grandi rivenditori offrono sconti su una vasta gamma di prodotti. Funziona come il Super Bowl del risparmio.
Nonostante la comodità degli acquisti online abbia ridotto le calche, non bisogna dimenticare il lato oscuro che ha caratterizzato il passato. Episodi come la tragica morte di un dipendente Walmart nel 2008, schiacciato da una folla impazzita, hanno costretto i rivenditori a implementare maggiori misure di sicurezza.
Il Black Friday è dunque una tradizione complessa: nata da un caos stradale, amplificata da una mossa politica e trasformata in un fenomeno commerciale globale, che riflette chiaramente la nostra evoluzione come consumatori.



