Chi l’ha detto che i cimiteri sono solo luoghi di tristezza e dolore? Loren Rhoads, autrice di 199 Cemeteries to See Before You Die (“199 Cimiteri da vedere prima di morire”), ci ricorda che questi spazi possono essere molto di più: veri e propri musei a cielo aperto, ricchi di storia, arte e natura, un luogo di interesse non solo per i dark e gli appassionati di genealogia, ma anche per amanti dell’arte, birdwatcher, giardinieri e semplici curiosi. I cimiteri, oltre a custodire storie affascinanti, possono essere considerati parchi scultorei con opere d’arte uniche, habitat per uccelli e fauna selvatica, e giardini di sorprendente bellezza.
Preparatevi a un viaggio virtuale attraverso dodici cimiteri sparsi per il globo, selezionati tra i più suggestivi e affascinanti.
Partiamo dal nostro Paese con il Cimitero Acattolico di Roma o cimitero degli Inglesi, un luogo intriso di storia e poesia dove riposano personaggi come John Keats e Percy Shelley ma anche Andrea Camilleri e Antonio Gramsci: “una mescolanza di lacrime e sorrisi, di pietre e di fiori, di cipressi in lutto e di cielo luminoso, che ci dà l’impressione di volgere uno sguardo alla morte dal lato più felice della tomba”, secondo lo scrittore Henry James.
Il Cimitero Monumentale di Staglieno a Genova, luogo di sepoltura di Giuseppe Mazzini e vari protagonisti del Risorgimento Italiano, è poi famoso per le sue imponenti statue funerarie appartenenti ad artisti e stili differenti: particolarmente famose sono quella del cosiddetto Angelo di Monteverde, realizzato nel 1882 per la tomba della famiglia Oneto, e l’Angelo Caduto di Onorato Toso, che adorna la Tomba Ribaudo.

Proseguendo il nostro viaggio in Europa non possiamo non citare il Père Lachaise a Parigi, probabilmente il più famoso e visitato al mondo, che è chiamato il “cimitero degli artisti” poiché ospita, tra gli altri, Honoré de Balzac, Eugène Delacroix, Georges Bizet, Oscar Wilde e Jim Morrison. Si tratta però anche di uno degli spazi verdi più grandi e importanti della capitale francese, con i suoi 5.300 alberi e una ricchissima fauna composta da gatti, marmotte, ricci, scoiattoli e circa 40 specie di uccelli.
Non è da meno il cimitero di Highgate a Londra: iscritto come monumento di primo grado nel Registro Nazionale dei Parchi Storici e dei Giardini di speciale interesse storico in Inghilterra, è il più importante dei “Magnifici sette” cimiteri privati londinesi (seguito da quelli di Brompton, Abney Park, Kensal Green, Nunhead, West Norwood, Tower Hamlets e dal Camberwell Old Cemetery) e ospita le salme di figure illustri come Karl Marx, George Michael, Douglas Adams, Michael Faraday e Jean Simmons.
Lo Skogskyrkogården a Stoccolma, letteralmente “Cimitero del bosco”, è stato realizzato su una vecchia cava di ghiaia grazie alla collaborazione tra i due architetti Gunnar Asplund e Sigurd Lewerentz. Le sue tombe, dall’aspetto semplice, sono completamente immerse nel verde e avvolte in uno splendido bosco di conifere.

Il viaggio continua con il Cimitero cittadino di Mirogoj a Zagabria (Croazia), progettato dall’austriaco Hermann Bollé, che con la sua architettura neo-rinascimentale si distingue come cimitero e come parco allo stesso tempo; al suo interno si trovano anche numerosi memoriali storici, tra cui quelli ai caduti nelle due Guerre Mondiali.
Il mistico Reilig Odhrán sull’isola di Iona (Scozia) è considerato il corrispettivo scozzese dell’Abbazia di Westminster, in quanto luogo di sepoltura di antichi sovrani scozzesi, irlandesi e norvegesi. È situato accanto alla cappella di Sant’Oran, che a sua volta ospita una grossa pietra levigata probabilmente appartenuta a un altare druidico.
Nel Cimitero Powązki a Varsavia (Polonia), completato nel 1792, potrebbero essere sepolte oltre un milione di persone, ma gli archivi ufficiali sono andati perduti nel corso della Seconda Guerra Mondiale. È tuttora il luogo di riposo dei più importanti personaggi della storia polacca, molti dei quali sono stati seppelliti lungo il “Viale degli Illustri” che attraversa il cimitero.
Visitando Praga è quasi d’obbligo passare dal Vecchio Cimitero Ebraico, fondato nel 1439 e unico luogo di sepoltura per gli Ebrei di Praga per oltre 3 secoli. Per ovviare alla progressiva mancanza di spazio nel corso del tempo, poiché il cimitero non poteva espandersi, si è ricorso alla sovrapposizione delle tombe, che in alcuni punti ha raggiunto ben 9 strati di sepolture diverse. Le lapidi così ravvicinate, numerosissime e appartenenti a epoche e stili diversi, donano al luogo un’atmosfera spettrale, alimentata dalla presenza di alberi di sambuco che con le loro fronde le lasciano quasi tutte all’ombra.

Ci spostiamo ora fuori dall’Europa con destinazioni più lontane ma ugualmente suggestive: il primo è l’Okunoin di Koyasan (Giappone), il più grande cimitero del Giappone con oltre 200.000 tombe tra cui numerose figura di spicco della storia giapponese. Situato sulla montagna sacra di Koya, tuttora luogo di pellegrinaggio, e immerso in una foresta di conifere, è uno dei luoghi più sacri del Giappone e ospita diversi siti culturali e storici come il Mausoleo di Kukai, fondatore del buddismo Shingon.
A Calcutta, in India, abbiamo il South Park Street Cemetery, aperto dagli Inglesi nel 1767 e un tempo conosciuto come il più grande cimitero cristiano in Asia, record che detenne per più di un secolo. Raggiunta l’indipendenza dell’India esso venne in parte demolito, resistendo nel tempo a ulteriori tentativi di demolizione completa. Illustre esempio di architettura coloniale, presenta tombe dagli stili più disparati, da semplici lapidi a grandi mausolei, ed è arricchito da sculture, rilievi, obelischi e incisioni con influenze greche, egiziane e indo-saracene.
Concludiamo con il Cimitero della Recoleta a Buenos Aires (Argentina), il più famoso del Paese. In origine nell’area vi era un convento di frati agostiniani recolletti scalzi, che nel 1732 completarono la chiesa di Nostra Signora del Pilar, soprannominata ben presto “la Recoleta” insieme al resto del quartiere. Meno di un secolo dopo l’ordine fu sciolto, e lo Stato realizzò al posto del convento il primo cimitero pubblico di Buenos Aires, che ospita esponenti delle famiglie più illustri della città. Fu sepolta qui anche Evita Peron, dopo le inquietanti vicende legate al trafugamento e successivo rimpatrio della sua salma.



