Il 2 luglio si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale degli UFO, istituita per aumentare la consapevolezza sugli oggetti volanti non identificati e sulla possibile esistenza di vita extraterrestre. Tra gli obiettivi di questa giornata c’è anche quello di incoraggiare le persone a riunirsi per osservare i cieli alla ricerca di oggetti misteriosi, promuovendo il dialogo scientifico e sociale su uno dei fenomeni più affascinanti del nostro tempo.
Esistono diverse scuole di pensiero nel mondo ufologico, poiché alcuni celebrano questa giornata il 24 giugno, data che commemora il primo avvistamento UFO ufficialmente documentato negli Stati Uniti. Questa doppia celebrazione riflette l’importanza di due eventi storici fondamentali per l’ufologia moderna.

Il 24 giugno 1947 rappresenta una data cruciale nella storia dell’ufologia. Kenneth Arnold, aviatore americano di 32 anni, mentre pilotava il suo CallAir A-2 nei pressi del Monte Rainier (Washington), riferì di aver osservato nove insoliti oggetti volanti che volavano in formazione. Arnold stava svolgendo un’attività di ricerca di un velivolo militare andato disperso quando avvenne l’avvistamento.
L’aviatore descrisse gli oggetti come luci intermittenti che sembravano riflettere i raggi del sole, con un movimento “irregolare” e una velocità molto elevata. Arnold descrisse gli oggetti come aventi una forma piatta e simile a un disco, il che portò il pubblico e i media a coniare il termine “dischi volanti”. Questa descrizione non solo alimentò l’immaginazione del pubblico, ma guidò anche la rappresentazione visiva degli UFO per le generazioni a venire.
L’evento di Arnold è considerato il momento di nascita dell’ufologia moderna, poiché per la prima volta un pilota esperto e credibile descriveva pubblicamente un incontro con oggetti volanti non identificati, scatenando un’ondata di interesse mediatico senza precedenti.
Il secondo evento fondamentale che giustifica la celebrazione del 2 luglio si verificò nel 1952, durante quello che è passato alla storia come l’incidente UFO di Washington DC. Alle 23:40 di sabato 19 luglio 1952, Edward Nugent, un controllore del traffico aereo all’aeroporto nazionale di Washington, individuò sette oggetti sul suo radar. Gli oggetti erano localizzati 15 miglia a sud-sudovest della città; nessun aereo conosciuto si trovava in quella zona e gli oggetti non seguivano alcuna rotta stabilita.
Un portavoce della CAA (Civil Aeronautics Administration) riferì che gli ultimi avvistamenti mostravano fino a 12 oggetti non identificati contemporaneamente sullo schermo radar. L’evento si ripeté anche la settimana successiva, creando una vera e propria ondata di avvistamenti che coinvolse non solo operatori radar, ma anche piloti militari e civili.
Questi avvistamenti furono così significativi che scatenarono un “gioco” ad alta velocità simile al Whack-a-Mole, dove i jet militari correvano verso le posizioni indicate dal radar, solo per vedere i segnali scomparire. Infine, uno dei piloti dei jet riuscì a vedere una luce brillante in lontananza e la inseguì.

Non solo. Il 2 luglio del ’47, un altro avvistamento UFO segnò i cieli del New Mexico, a Roswell, per la precisione, che sarebbe diventata poi la città degli UFO.
La Giornata Mondiale degli UFO come la conosciamo oggi è stata istituita ufficialmente nel 2001 da Haktan Akdogan, un ricercatore UFO turco. Inizialmente la celebrazione era prevista per il 24 giugno, in onore dell’avvistamento di Kenneth Arnold, ma a causa di conflitti con altri eventi legati agli UFO, la data è stata successivamente spostata al 2 luglio per commemorare gli eventi di Washington DC del 1952.
Dagli anni ’40 ad oggi, il fenomeno UFO ha subito una significativa evoluzione. Se inizialmente era considerato principalmente argomento di interesse per appassionati e ricercatori indipendenti, negli ultimi anni ha guadagnato legittimità scientifica e istituzionale.
Nel 2020, il Pentagono ha ufficialmente rilasciato video di “fenomeni aerei non identificati” (UAP), segnando un cambiamento importante nell’approccio governativo al fenomeno. Questo ha contribuito a spostare il dibattito da una prospettiva puramente speculativa a una più scientifica e investigativa. Non è un caso che anche ad Harvard si studiano le culture aliene.



