La fondazione di Venezia è un evento avvolto da un alone di leggenda, ma supportato da fonti storiche e archeologiche che permettono di ricostruire la nascita di questa città unica al mondo. Secondo la tradizione, la fondazione di Venezia viene fatta risalire al 25 marzo dell’anno 421 d.C., data simbolica che segna l’edificazione della prima chiesa dedicata a San Giacomo a Rialto. Tuttavia, la realtà storica è più complessa e legata alle ondate migratorie che si verificarono in seguito alle invasioni barbariche.
Nel V secolo d.C., l’Impero Romano d’Occidente era in declino e l’Italia settentrionale veniva ripetutamente invasa da popolazioni germaniche. Gli Unni di Attila, nel 452 d.C., devastarono le città della Venetia, tra cui Aquileia, Altino e Padova. In seguito, nel VI secolo, la conquista longobarda (568 d.C.) costrinse molti abitanti delle città dell’entroterra a cercare rifugio in un luogo più sicuro: le isole della laguna veneta. Queste terre, difficili da raggiungere per eserciti di terra, si rivelarono un rifugio ideale per chi fuggiva dalle incursioni.

Le prime comunità sorte nella laguna vivevano principalmente di pesca, commercio marittimo e produzione di sale. I nuovi insediamenti sorsero sulle isole più stabili, come Torcello, Murano e Rialto, con un’organizzazione sociale che si basava su legami familiari e la protezione offerta dall’Impero Bizantino, che dominava la regione. Venezia rimase formalmente sotto il controllo bizantino fino all’VIII secolo, quando cominciò a sviluppare una propria autonomia politica.
Il vero consolidamento di Venezia avvenne nell’anno 697, con l’elezione del primo doge, Paolo Lucio Anafesto, segnando l’inizio della lunga tradizione della Repubblica di Venezia. L’autonomia politica della città crebbe con il tempo, grazie alla posizione strategica e alla capacità di gestire i traffici commerciali nel Mediterraneo. La laguna offriva protezione naturale, mentre il commercio con l’Oriente e l’Occidente garantiva prosperità economica.
Ciò che rende unica Venezia è la sua architettura lagunare. Per costruire edifici su un terreno instabile, i veneziani svilupparono una tecnica ingegnosa: palificazioni in legno infisse nel suolo argilloso, sopra cui venivano erette le fondamenta in pietra. Questo sistema permise di edificare palazzi e chiese che ancora oggi caratterizzano la città.
L’idea che Venezia abbia la forma di un pesce è relativamente recente e viene spesso attribuita agli studi cartografici moderni. Guardando la città dall’alto, infatti, la laguna sembra delineare un corpo allungato con una “testa” nella zona dell’Arsenale, una “coda” verso Santa Marta e “pinne” formate da isole minori.
Il poeta Tiziano Scarpa, nel suo libro Venezia è un pesce (2000), usa la metafora per descrivere la città come un organismo vivente, con “branchie” nei canali, “pelle” nei masegni (i tipici pavimenti in pietra) e un “cuore” in Piazza San Marco.