Questa sera, al Colosseo di Roma, Papa Leone XIV presiederà alla prima Via Crucis dal suo insediamento, un rito, quello della via dolorosa, che lo vedrà in primissimo piano visto che porterà la croce in ogni stazione. Ma da quando uno dei riti più sacri della Pasqua si celebra all’Anfiteatro Flavio, cuore di quella Roma che, di fatto, ha voluto la morte di Gesù? La storia è molto antica e riserva dei colpi di scena interessanti. La prima Via Crucis al Colosseo ci fu nel 1750, anno giubilare, per opera di Papa Benedetto XIV che ha realizzato un’idea voluta dal frate francescano Leonardo da Porto Maurizio.

La Via Crucis come rito sacro era nata almeno un secolo prima in Spagna, ma fu frate Leonardo ad aggiungere le meditazioni a ogni stazione nelle chiese francescane. L’innovazione fu così apprezzata che chiese a Papa Clemente XII di estendere questa pratica a tutte le chiese cattoliche. A partire dal 1731, ogni chiesa cattolica venne dotata della Via Crucis, ovvero di targhe che rappresentavano tutti i momenti dell’ascesa al Golgota di Cristo. Frate Leonardo costruì personalmente numerose vie Crucis, si stima addirittura 572, compresa quella del Colosseo che venne benedetta nel 1750.
In quegli anni l’edificio era in pieno degrado, frequentato da malviventi di ogni risma, pur rimanendo luogo di venerazione perché si riteneva che al suo interno fossero stati martirizzati i cristiani durante l’impero romano. Per “santificare” la zona dal Medioevo vi era stata eretta una cappella, quella della Pietà, e vi si erano tenute sacre rappresentazioni. Papa Clemente X nel 1675 lo aveva consacrato alla memoria della Passione e aveva fatto murare tutti gli archi esterni limitando lo spazio interno, per impedire ai balordi di accedere. Successivamente il carmelitano Angelo Paoli ottenne il permesso di sostituire i muri con cancellate, ma dopo il terremoto del 1703 che lo danneggiò gravemente, il Colosseo fu nuovamente abbandonato fino al 1714.
In quell’anno iniziò un parziale restauro: i passaggi fra gli archi furono chiusi lasciandone solo due per accedere all’arena. All’interno di uno degli archi maggiori venne dipinta un’immagine della città di Gerusalemme e nei quattordici archi più piccoli si dipinsero i misteri della Via Crucis. Per qualche tempo il Colosseo tornò a essere frequentato dai fedeli, ma questa situazione non durò a lungo.
Di lì a poco, infatti, le cappelline cominciarono a sgretolarsi e nel 1743 il titolare della chiesa del Colosseo venne addirittura aggredito e lasciato in fin di vita sotto gli archi. Fu la goccia che fece traboccare il vaso e che spinse il pontefice a restaurare il monumento a proprie spese, facendolo chiudere completamente, lasciando solo qualche cancello per l’accesso.
Nel dicembre 1749 frate Leonardo rivolse un’istanza ufficiale alla magistratura romana del Campidoglio per ottenere il permesso di realizzare la Via Crucis al Colosseo. Il permesso venne concesso il 13 dicembre 1749 e dopo pochi mesi iniziarono i lavori per costruire le quattordici stazioni all’interno dell’anfiteatro. Il papa stesso contribuì alle spese dei lavori e delle pitture, insieme a cardinali, prelati, principi e principesse, oltre alle elemosine raccolte da frate Leonardo.
Il 26 dicembre 1750 padre Leonardo annunciò dal pulpito di Sant’Andrea della Valle che l’indomani si sarebbe tenuta al Colosseo una solenne Via Crucis, dopo la benedizione papale alle quattordici stazioni. Durante questa prima celebrazione, l’anfiteatro Flavio venne ufficialmente consacrato alla Passione di Cristo e alla memoria dei Martiri. Un luogo che era diventato malfamato si trasformò nel santuario più frequentato di Roma. Per frate Leonardo fu una grande consolazione concludere così la sua attività nella città eterna.
Da quel 1750, la Via Crucis al Colosseo divenne un appuntamento annuale fino all’Unità d’Italia, quando la tradizione si interruppe. Solo con Giovanni XXIII si tornò a celebrarla nel 1959, per poi essere nuovamente abbandonata. Fu Paolo VI nel 1965 a riportare definitivamente le celebrazioni al Colosseo, dando inizio a una continuità che si è protratta fino ai giorni nostri, con l’unica eccezione del 2020 e 2021 a causa della pandemia.
Nel 1977 la cerimonia raggiunse la mondovisione con la prima trasmissione a colori, trasformando la Via Crucis da rito romano in un evento seguito da centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.



