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Home » Cultura » Storia » Scoperta l’Atlantide dell’Asia Centrale, una città sotto un lago in Kirghizistan

Scoperta l’Atlantide dell’Asia Centrale, una città sotto un lago in Kirghizistan

Nel Kirghizistan, vicino al lago Issyk-Kul, si trovano i resti di un'antica città che un tempo prosperava lungo la Via della Seta.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino14 Dicembre 2025
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paesaggio kirghizistan
paesaggio Kirghizistan (fonte: Unsplash)

Nel nordest del Kirghizistan si trova il lago Issyk-Kul, il più grande del paese e il secondo lago d’alta montagna più esteso al mondo. Sotto la sua superficie cristallina si nasconde un segreto custodito per secoli: i resti di un’antica città che un tempo prosperava lungo la leggendaria Via della Seta.

Un team internazionale di archeologi ha recentemente condotto una spedizione subacquea nella parte nordoccidentale del lago, portando alla luce una scoperta straordinaria. I ricercatori hanno documentato i resti di un insediamento medievale completo, con edifici in mattoni, ceramiche, un cimitero islamico e numerosi manufatti che confermano l’importanza strategica di questo centro commerciale.

Secondo Valery Kolchenko, ricercatore presso l’Istituto di Storia, Archeologia ed Etnologia dell’Accademia Nazionale delle Scienze della Repubblica del Kirghizistan, il sito era “una città o una grande agglomerazione commerciale su una delle sezioni importanti della Via della Seta”. La città fu inghiottita dalle acque all’inizio del XV secolo a seguito di un terremoto devastante, in una tragedia che lo stesso Kolchenko paragona a quella di Pompei.

A differenza della città romana però, l’insediamento era già stato abbandonato quando il sisma lo fece sprofondare nelle profondità del lago. Nonostante ciò, l’evento modificò drasticamente la composizione della popolazione regionale, con popolazioni nomadi che sostituirono la ricca società medievale precedentemente insediata.

uno scorzio del Kirghizistan
uno scorzio del Kirghizistan (fonte: Unsplash)

Gli archeologi hanno esplorato quattro diverse aree del fondale lacustre. Nel primo sito hanno identificato edifici in mattoni con una macina, uno degli elementi di una coppia che veniva utilizzata per macinare i cereali trasformandoli in farina o semole. Sono anche emersi i resti di un edificio sociale decorato, probabilmente una moschea, un bagno pubblico o una madrasa, un’istituzione educativa islamica.

La scoperta più significativa dal punto di vista storico è stata fatta in una seconda area: una necropoli musulmana risalente al XIII-XIV secolo. Gli scheletri documentati erano orientati verso nord, in direzione della Mecca, il luogo più sacro dell’Islam situato nell’odierna Arabia Saudita. Questa disposizione fornisce preziose informazioni sulla diffusione della religione islamica nella regione.

Maksim Menshikov, ricercatore presso l’Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze, ha spiegato il contesto storico della scoperta:

“Nel X secolo, su questa terra si formò lo Stato Kara-Khanide, una dinastia turca che governava l’area del lago Issyk-Kul lungo la Via della Seta. Le persone qui praticavano varie religioni: il Tengriismo pagano, il Buddismo, il Cristianesimo Nestoriano. L’élite dominante si convertì spesso all’Islam durante il loro governo, ma questa religione si diffuse ampiamente in Asia Centrale solo nel XIII secolo“.

Prima di quel periodo, l’Islam era principalmente la religione della nobiltà e della popolazione coinvolta in attività economiche attive. La necropoli musulmana recentemente scoperta è probabilmente associata proprio a questo periodo di transizione religiosa e culturale.

In un terzo sito, il team ha identificato altre tre probabili sepolture più antiche, ceramiche medievali e un grande recipiente. Quest’ultimo, sepolto in profondità sotto il fondale del lago, non è stato possibile recuperarlo durante questa spedizione. Gli archeologi pianificano di tentare nuovamente l’estrazione nella prossima stagione di scavi.

Nell’ultima area investigata, i ricercatori hanno esaminato i resti di altre strutture e hanno effettuato perforazioni subacquee per prelevare campioni che dovrebbero rivelare le varie fasi di trasformazione dell’insediamento nel corso dei secoli.

La regione è menzionata nelle fonti cinesi medievali, e i ricercatori sperano di poter collegare le loro scoperte archeologiche con i materiali storici già conosciuti, creando così un quadro più completo della vita lungo questa sezione della Via della Seta.

Sebbene Kolchenko paragoni il sito a Pompei, la scoperta rappresenta qualcosa di unico per l’Asia Centrale: una città perduta che custodisce segreti sulla diffusione dell’Islam, sui commerci lungo la Via della Seta e sulle trasformazioni culturali che hanno plasmato questa regione. Un’Atlantide centroasiatica che continua a rivelare i suoi tesori dal fondo di uno dei laghi più affascinanti del mondo.

 

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