L’ombra del Covid torna a preoccupare gli esperti internazionali. Una nuova variante battezzata Cicada, identificata scientificamente come BA.3.2, si sta diffondendo rapidamente in diversi continenti destando l’attenzione delle principali autorità sanitarie. Rilevata per la prima volta in un campione respiratorio raccolto in Sudafrica nel novembre 2024, questa variante ha circolato inosservata per mesi prima di emergere con forza negli Stati Uniti e in oltre 23 Paesi nel febbraio 2026.
Il nome Cicada, coniato dagli esperti sui social, fa riferimento a un andamento ciclico nell’emergenza di alcune varianti virali. Ma cosa rende questa mutazione così particolare da meritare un monitoraggio specifico da parte del Centers for Disease Control and Prevention e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità?
BA.3.2 presenta da 70 a 75 modifiche genetiche sulla sua proteina Spike, la parte del virus che permette la penetrazione nelle cellule umane e che rappresenta il principale bersaglio dei vaccini attualmente in uso. Questo elevato numero di mutazioni la differenzia significativamente dalle varianti più frequenti nell’ultimo periodo e dalle altre discendenti della grande famiglia Omicron.
Proprio per via delle sue caratteristiche divergenti, gli esperti evidenziano che l’attuale vaccino Covid, mirato al lignaggio JN.1, potrebbe non essere al massimo della sua efficacia contro Cicada. La variante è infatti quasi sconosciuta in una popolazione in cui non aveva circolato finora ed è sufficientemente diversa dalla famiglia JN.1 da far sì che abbia un potenziale elusivo delle difese immunitarie.

Il viaggio globale di Cicada è iniziato nel 2025. Il primo caso negli Stati Uniti è stato rilevato in un viaggiatore arrivato nel giugno 2025. Da allora, il virus è stato riscontrato in pazienti e nei sistemi di trattamento delle acque reflue di 29 Stati americani. Il Ministero della Salute Pubblica thailandese ha dichiarato il 27 marzo 2026 che la variante è già stata individuata in diversi Paesi, con la possibilità di arrivo anche in Thailandia a causa dell’intensità dei flussi di viaggio internazionali.
Tutti i virus mutano nel tempo, e quello che causa la malattia Covid lo fa in modo particolarmente rapido. Occasionalmente una di queste mutazioni può conferire un vantaggio, permettendo a una variante di diffondersi maggiormente rispetto ad altre. Questi cambiamenti rendono infatti più difficile per il sistema immunitario riconoscere il patogeno, che risulta così capace di eludere le difese acquisite attraverso precedenti infezioni o vaccinazioni.
Il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano, non si sorprende del ritorno del Covid sottoforma di una variante emergente e sostiene che il virus continuerà a circolare per una caratteristica specifica:
“In sostanza il difetto del virus di non esser stabile diventa un vantaggio genetico, quindi, come avviene per l’influenza, ci accompagnerà per sempre. Ma va detto che, oltre alla variante SARS-CoV-2, già durante l’inverno circolavano coronavirus che potremmo definire cugini, patogeni che in passato avevano avuto un ruolo pandemico e poi sono diventati endemici“.
Dal punto di vista dei sintomi, la variante BA.3.2 sembra associata a manifestazioni lievi o moderate. Gli esperti precisano come finora non ci siano segni che Cicada sia più pericolosa o causi una malattia più grave rispetto alle altre varianti dell’inverno 2025-2026. Nella maggior parte dei casi, non si osservano forme cliniche più severe né un incremento dei ricoveri. Ad oggi non si registrano segnali di allarme o di una possibile nuova emergenza sanitaria.
Sul fatto che Cicada possa arrivare anche in Italia, le probabilità sono alte. La domanda che molti si pongono è quindi: conviene vaccinarsi ancora contro la malattia Covid? Il fatto che la variante Cicada sia più immunoevasiva non significa che vaccinarsi sia inutile. Numerose evidenze dimostrano infatti il potenziale dei vaccini nel ridurre i ricoveri e i decessi Covid. Resta tuttavia un ostacolo: il meccanismo attraverso cui il sistema immunitario riconoscerà la nuova variante sviluppando anticorpi e immunità sarà meno rapido. E non essendo così efficace nel rilevare BA.3.2, questa variante potrebbe infettare un numero maggiore di persone, portando potenzialmente a un picco di casi Covid.



