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Home » Salute » Ozempic sotto inchiesta: l’accusa della FDA scuote il colosso Novo Nordisk per tre decessi non segnalati

Ozempic sotto inchiesta: l’accusa della FDA scuote il colosso Novo Nordisk per tre decessi non segnalati

Accuse shock della FDA a Novo Nordisk: ritardi sulle segnalazioni di 3 morti legate a Ozempic. Crolla il titolo in borsa e scoppia il caso sicurezza.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino11 Marzo 2026
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Una confezione di iniezioni di semaglutide, nota con il nome commerciale Ozempic
Una confezione di iniezioni di semaglutide, nota con il nome commerciale Ozempic (fonte: Unsplash)

La Food and Drug Administration (FDA) ha formalmente ammonito la società farmaceutica Novo Nordisk, contestando la mancata comunicazione tempestiva di gravi reazioni avverse legate all’uso del farmaco Ozempic. Tra gli eventi critici che l’azienda avrebbe omesso di segnalare nei tempi previsti figurano tre decessi, tra cui un caso di suicidio. Il richiamo ufficiale dell’autorità americana solleva seri dubbi sulla trasparenza nelle procedure di monitoraggio della sicurezza del principio attivo semaglutide.

Sempre più italiani stanno acquistando semaglutide, tirzepatide e liraglutide per dimagrire
Persona su bilancia (fonte: Unsplash)

La comunicazione inviata il 5 marzo 2026 ha messo sotto la lente d’ingrandimento il semaglutide, il cuore pulsante dei popolarissimi trattamenti per la riduzione del peso e la gestione del diabete, noti commercialmente come Ozempic e Wegovy. Secondo i regolatori federali, Novo Nordisk avrebbe ignorato gli obblighi temporali per riferire alle autorità incidenti medici di estrema gravità. Oltre ai ritardi, l’agenzia ha puntato il dito contro l’insufficienza delle indagini interne condotte dall’azienda sul decesso per suicidio.

In una nota rilasciata a Forbes, il colosso danese ha ammesso l’esistenza di tali casi, sostenendo però di aver poi provveduto a elaborare e inviare i dati correttamente. La difesa della società si basa sull’invio di una risposta iniziale seguita da sette successivi aggiornamenti, sottolineando come la propria attività si svolga in un ambito normativo estremamente rigido e complesso.

Non si tratta di un episodio isolato. Il rapporto tra Novo Nordisk e gli enti di controllo statunitensi attraversa una fase turbolenta da diversi mesi. Già a dicembre 2025, uno stabilimento nell’Indiana era stato ammonito per violazioni delle buone pratiche farmaceutiche, con falle rilevate nei controlli sulle contaminazioni e nella gestione dei difetti di produzione. Solo pochi giorni fa, il 26 febbraio, poi, l’FDA ha accusato l’azienda di diffondere informazioni fuorvianti, presentando i propri prodotti come superiori alla concorrenza senza prove adeguate e omettendo di illustrare chiaramente tutti i rischi potenziali.

La vicenda si intreccia con le forti critiche provenienti dal Segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr., che nell’ambito della campagna “Make America Healthy Again” ha più volte definito questi farmaci troppo onerosi per le casse pubbliche. Kennedy ha apertamente criticato l’eccessiva dipendenza farmacologica degli americani, opponendosi ai piani di estensione della copertura assicurativa statale per questi trattamenti.

Questo clima di incertezza ha avuto ripercussioni pesanti a Wall Street. Dall’inizio del 2026, il titolo di Novo Nordisk ha perso il 27% del suo valore, scendendo a circa 38 dollari per azione. Oltre alla pressione dell’FDA, a pesare è la sfida agguerrita di Eli Lilly, che con il suo farmaco Mounjaro sta erodendo quote di mercato in un settore che, pur avendo rivoluzionato la lotta all’obesità, oggi si trova a dover rispondere a domande fondamentali sulla sicurezza a lungo termine e sulla correttezza etica dei produttori.

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