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Home » Salute » Scienza » Addio occhiali da lettura? Arrivano le gocce che restituiscono una vista da giovani in un’ora

Addio occhiali da lettura? Arrivano le gocce che restituiscono una vista da giovani in un’ora

Potremo presto salutare gli occhiali? Per vedere meglio basteranno poche gocce di collirio. Ecco come funziona.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene22 Settembre 2025
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L'applicazione di un collirio
L'applicazione di un collirio (fonte: Freepik)

L’idea di dire addio agli occhiali da lettura e ritrovare una vista nitida e giovane con poche gocce di collirio al giorno potrebbe sembrare fantascienza. Eppure una nuova ricerca, presentata al 43° Congresso della Società Europea di Cataratta e Chirurgia Refrattiva (ESCRS), suggerisce che alcuni colliri specificamente formulati possono migliorare significativamente la vista da vicino nelle persone affette da presbiopia, la difficoltà di mettere a fuoco oggetti vicini legata all’età.

La presbiopia colpisce quasi tutti con l’avanzare dell’età, e gli occhiali da lettura sono la soluzione più comune, ma questo studio apre le porte a una possibile alternativa: delle gocce oculari da applicare due o tre volte al giorno. I partecipanti alla ricerca, 766 pazienti con un’età media di 55 anni, hanno riportato una vista più nitida entro un’ora dall’applicazione, con miglioramenti duraturi fino a due anni e solo dei lievi effetti collaterali temporanei.

Le gocce, originariamente sviluppate dal Dr. Jorge Benozzi e successivamente studiate dalla figlia, la Dr.ssa Giovanna Benozzi, direttore del Centro per la Ricerca Avanzata sulla Presbiopia a Buenos Aires, combinano due principi attivi: la pilocarpina, che restringe le pupille e attiva il muscolo ciliare che regola la messa a fuoco dell’occhio, e il diclofenac, un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) che riduce l’infiammazione e allevia il disagio spesso causato dalla pilocarpina.

Lo studio ha testato tre diverse formulazioni delle gocce, con concentrazioni di pilocarpina all’1%, 2% e 3%, mantenendo una dose fissa di diclofenac. I pazienti hanno applicato le gocce due volte al giorno, al risveglio e circa sei ore dopo, con una terza dose opzionale in caso di ricomparsa dei sintomi. I risultati sono stati impressionanti: un’ora dopo la prima applicazione, i pazienti hanno mostrato di riuscire a leggere una media di 3,45 righe in più sulla tavola optometrica di Jaeger, un particolare test di lettura utilizzato per misurare la vista da vicino. La tavola è composta da 11 “righe”, su ognuna delle quali è presente un testo scritto in caratteri sempre più piccoli dall’undicesima riga alla prima: di conseguenza, riuscire a leggere in media tre righe in più da una distanza standard nel giro di poche ore rappresenta un progresso notevole.

Un esempio di tavola di Jaeger
Un esempio di tavola di Jaeger (fonte: Bydefinition.net)

Il 99% dei pazienti nel gruppo con pilocarpina all’1% ha raggiunto una vista da vicino ottimale, leggendo due o più righe extra. Circa l’83% di tutti i pazienti ha mantenuto una buona vista da vicino funzionale a 12 mesi. Nei gruppi con pilocarpina al 2% e 3%, rispettivamente il 69% e l’84% dei pazienti sono riusciti a leggere tre o più righe extra. Il miglioramento della vista si è mantenuto fino a due anni, con una durata mediana di 434 giorni.

Gli effetti collaterali sono stati lievi e temporanei, principalmente visione offuscata temporanea (32%), irritazione al momento dell’applicazione delle gocce (3,7%) e mal di testa (3,8%). Nessun paziente ha interrotto il trattamento. È importante notare che la pilocarpina può causare anche altri effetti collaterali, come arrossamento degli occhi, lacrimazione, visione offuscata, sensibilità alla luce, difficoltà a mettere a fuoco le immagini, lampi di luce o “mosche volanti”, e in rari casi distacco della retina.

Questo trattamento non è destinato a sostituire gli interventi chirurgici, ma a offrire un’alternativa sicura, efficace e personalizzata per i pazienti che cercano una soluzione all’inconveniente degli occhiali da lettura. La Dr.ssa Benozzi ha sottolineato l’importanza di personalizzare la concentrazione di pilocarpina in base alla gravità della presbiopia: concentrazioni più basse per casi meno gravi e concentrazioni più alte per casi più avanzati.

Sebbene questo studio sia promettente, è importante ricordare che si tratta di uno studio retrospettivo monocentrico, i cui risultati potrebbero non essere generalizzabili. Sono quindi necessarie ulteriori ricerche per valutare l’impatto del farmaco sulla qualità della vita dei pazienti, e per esplorare i meccanismi fisiologici alla base dell’azione delle gocce.

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